Profughi a Terracina, Vicesindaco: “Sì obbligato ma con programma SPRAR”

Profughi a Terracina, Vicesindaco: “Sì obbligato ma con programma SPRAR”

Terracina, solo per una fortuita coincidenza di fattori, è stata finora “risparmiata” dalle conseguenze delle discutibili politiche governative in materia di immigrazione e accoglienza. Ora, obbligati dagli eventi e dalle nuove disposizioni impartite ai prefetti, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità”.

Roberta Tintari

Roberta Tintari

Lo dichiara in una nota l’assessore ai Servizi Sociali e vicesindaco Roberta Tintari intervenendo sulla questione migranti.

“Governare – prosegue la nota -, vuol dire risolvere i problemi, non crearli o commentarli, e se si vuole veramente aiutare la propria comunità, si evitano slogan che hanno il solo effetto di esacerbare gli animi, ci si siede intorno ad un tavolo e si discute di come affrontare una situazione molto complicata che colpevolmente viene scaricata dal governo nazionale e dallo pseudo governo europeo sui Comuni”.

Il vicesindaco terracinese osserva che “Una classe politica seria cerca di rimuovere ostacoli e diffidenze e rassicura la propria gente pretendendo il rispetto reciproco tra ospiti e ospitanti. Ad oggi ci sono solo due strade per i Comuni italiani. La prima è quella di farsi travolgere da centinaia di profughi mandati dalla prefettura attraverso i CAS, senza poter controllare quanti sono, chi sono, da dove provengono, e cosa fanno dalla mattina alla sera. Oppure la strada del programma SPRAR in cui decidiamo noi terracinesi quante persone possiamo accogliere, per quanto tempo e cosa faranno costoro nel periodo in cui si trovano qui. In tutte le città della provincia di Latina, assistiamo ai due modelli. Ci sono città anche intorno a noi che sono rimaste passive e sono state riempite di profughi, proprio quelli che quotidianamente prendono l’autobus e che ritroviamo fuori dai supermercati terracinesi a chiedere l’elemosina. E ci sono altre città che hanno governato il fenomeno migratorio istituendo progetti Sprar, magari dedicati a donne o bambini, pagati al 95% dallo Stato, e attivando così la “clausola di salvaguardia” prevista dal Ministero degli Interni che mette al riparo i Comuni dall’arrivo di nuovi profughi. Tra le città italiane che hanno adottato questo modello, ce ne sono molte amministrate saggiamente dalla Lega Nord. Dispiace che il referente cittadino di Noi con Salvini, faccia finta di non saperlo.

Noi crediamo sia decisamente più “morbido” ospitare donne e bambini a cui conferire capacità professionali e scolarizzazione attraverso un progetto mirato, con spese certe e rendicontate, con l’Ente comunale responsabile e con possibilità di successo infinitamente superiori. Terracina – prosegue l’assessore –, prima ancora di avere una coalizione orientata politicamente, ha un governo che si basa sul realismo, sulla concretezza e con un progetto di città. Se qualcuno ha ancora l’obbligo di rispondere a referenti esterni per i quali Terracina è solo un territorio da conquistare, beh, la città ha già dato”.

La Tintari non risparmia nemmeno l’opposizione cittadina e afferma che “fa riflettere e sorridere amaramente il fatto che esponenti locali di partiti come PD e NCD, cioè i primi responsabili delle situazioni di disagio, degrado e loschi traffici che si verificano intorno al fenomeno migratorio in Italia, vengano a farci la paternale. Penso alla vicenda della signora nigeriana (di cui non replico il nome per non alimentare un’ulteriore caccia alle streghe), già seguita dai Servizi Sociali, divenuta un caso ghiotto per le degenerazioni social e la speculazione politica. Ai piccoli speculatori politici di professione, noi contrapponiamo la Politica con la P maiuscola, quella che lascia perdere le chiacchiere inutili e pensa a risolvere i problemi”.

 

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