Inchiesta “Olimpia”, al Riesame resiste solo un’associazione per delinquere

Inchiesta “Olimpia”, al Riesame resiste solo un’associazione per delinquere

Una sola associazione per delinquere tra quelle ipotizzate dagli inquirenti nell’inchiesta “Olimpia” ha resistito al vaglio del Tribunale del Riesame. I giudici capitolini hanno depositato le motivazioni dell’ordinanza con cui hanno disposto le prime scarcerazioni, tra cui quella dell’ex sindaco Giovanni Di Giorgi, e hanno specificato che a loro avviso non sussistono gravi indizi di colpevolezza sulla presunta organizzazione criminale costituita all’ombra del Comune, composta da dipendenti dell’ente e imprenditori, e volta a fare affari con decine di appalti concessi senza alcuna gara, e che non sussistono gravi indizi neppure sulla presunta associazione per delinquere volta a fare business illeciti attorno al settore urbanistico.

L’unica associazione per delinquere su cui, per il Tribunale della libertà, vi sono prove solide sarebbe quella impegnata a favorire illecitamente il Latina Calcio, con dominus il deputato, ex presidente dei nerazzurri, Pasquale Maietta, e parte attiva l’ex sindaco Giovanni Di Giorgi.

Per la presunta organizzazione relativa ai cosiddetti appaltini, i giudici non hanno condiviso la tesi accusatoria che poggia in larga parte su una consulenza tecnica e le stesse ipotesi degli investigatori relative allo spacchettamento degli appalti, ritenuto invece possibile quando ricorrono una serie di condizioni.

Relativamente alla presunta associazione per delinquere impegnata sul fronte urbanistico, sempre per il Riesame non sarebbero neppure illecite alcune condotte contestate agli arrestati, la normativa in materia sarebbe confusa e i vantaggi illegali paventati sarebbero troppo pochi – solo quelli per l’ex consigliere comunale Enzo Malvaso e per il costruttore Massimo Riccardo – per poter parlare di organizzazione criminale.

Relativamente, infine, alla vicenda di via Quarto, dell’ok a costruire per Riccardo dopo la cessione al Comune di un terreno che in realtà era già dell’ente perché frutto di esproprio, i giudici hanno ritenuto colpevole solo Riccardo, mentre il dirigente comunale Ventura Monti è stato considerato inconsapevole della vicenda. Per i ricorrenti Monti, Di Giorgi e Riccardo, i primi due relativamente all’associazione per delinquere sul Latina Calcio e il terzo sull’affaire via Quarto, per cui le accuse hanno retto, il Riesame ha inoltre sostenuto che non vi fossero ormai esigenze cautelari. Nello specifico hanno ritenuto che vi fossero solo per Monti, ancora impegnato in Comune, ma che fosse sufficiente l’interdizione per un anno dalle funzioni. Nell’attesa che il Tribunale della libertà depositi le motivazioni sugli altri ricorsi, “Olimpia” esce così fortemente ridimensionata dal vaglio dei giudici romani, ma la partita per la Procura di Latina è ancora aperta.

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