Piano del Parco del Circeo, sarà possibile presentare osservazioni

Piano del Parco del Circeo, sarà possibile presentare osservazioni

Il Piano del Parco dovrebbe essere approvato entro il primo semestre del 2017. Dopo circa 3 anni di sosta forzata nel limbo della burocrazia sembra che in Regione l’iter abbia preso il suo corso anche a seguito di una serie di incontri tra l’assessore regionale Buschini, il direttore del Parco Cassola ed il presidente Benedetto. Nel corso di un incontro di fine anno, presidente e direttore dell’Ente  hanno ribadito più volte come il Piano sia uno strumento di crescita ed in alcuni casi anche di semplificazione, vietato parlare di nuovi vincoli. Ma sarà davvero così?

LE NOVITA’ – Di novità ce ne sono comunque molte. Ad esempio la fruizione di alcune zone di pregio come il litorale, verrà regolata con la possibilità di interdire alcuni punti temporaneamente sia d’inverno che d’estate.  Troppo presto per parlare? Forse ma vale la pena sottolineare un aspetto importante. Tutti possono presentare osservazioni al Piano del Parco dai singoli cittadini alle associazioni riconosciute e non e così via. Si tratta di una lettura impegnativa, oltre 1200 pagine ma per potere intervenire su quelli che potrebbero essere degli interventi  ritenuti non proprio calzanti per il territorio è necessario documentarsi, bene. Come la vicenda relativa la chiusura parziale o completa della Migliara 53. Solo un’ipotesi. Nel momento in cui il Piano viene pubblicato dalla Regione si apre la fase delle osservazioni. Il Parco controdeduce e poi le osservazioni tornano in Regione. A Sabaudia si starebbero già formando dei gruppi per così dire di lavoro sul Piano del Parco con tanto di tecnici al seguito per presentare osservazioni ed anche quesiti rispetto delle linee dettate nel documento che rimarrebbero troppo generiche. Chiarimenti insomma.

IL BIO E L’ARCHEOLOGIA – Oltre alla questione Piano, nel corso dell’incontro sono stati anche presentati dei dati ed introdotte molte novità importanti. Tanto per cominciare il Parco è pronto a puntare sul bio e quindi su un’agricoltura più rispettosa di ambiente e consumatori nonché sul recupero dei beni archeologici e sulla migliore fruizione degli stessi attraverso un percorso condiviso con la Soprintendenza.

UN ENTE PIU’ OPERATIVO – Per quanto riguarda i problemi di organico nell’Ente Parco entro la fine di gennaio 2017 sarà pubblicato un bando per 3 unità tramite mobilità mentre, sotto l’aspetto finanziario, anche su indirizzo del Consiglio Direttivo, dai residui non spesi sono state recuperate somme importanti per il 2017. Si prevede un primo “recupero” dell’Avanzo di amministrazione per circa 700mila euro

Xylosandrus compactus

Xylosandrus compactus

LA LOTTA AI PARASSITI – Sotto il profilo della conservazione nel 2016 sono proseguiti i prelievi selettivi del cinghiale (circa 200 catture) in foresta e si è proseguito il lavoro per il processo autorizzativo che dovrà quanto prima portare ad interventi analoghi sul daino.  Difficile la situazione per il contrasto allo Xylosandrus compactus che sta compromettendo parti importanti del sistema boschivo soprattutto del Promontorio, non ci sono a tale proposito strategie d’intervento certe, ma l’Ente Parco da un lato si è fatto promotore di un tavolo tecnico con tutti gli Enti competenti, dall’altro ha previsto un apposito accantonamento per i primi interventi.  Inoltre il Parco ha partecipato con altri Parchi Nazionali a numerose “azioni di sistema” sostenute dal Ministero dell’Ambiente. Da considerare inoltre che buona parte del promontorio su cui il parassita si sta diffondendo, è proprietà privata e quindi un ulteriore soggetto dovrà essere chiamato in causa.

IL NODO DEL MAB – Sotto il profilo della valorizzazione e promozione del territorio si è ripreso pienamente il tema dell’agricoltura in relazione all’area Mab Unesco che contiene il Parco e comprende importanti territori al di fuori di questo.  L’obiettivo è quello della creazione di un distretto agroalimentare connesso al Mab ed al Parco e a tale proposito è molto avanzato il confronto sia con il Ministero dell’Agricoltura, sia con la Regione Lazio, confronto che ha coinvolto già alcuni importanti imprenditori del territorio. Da segnalare l’attivazione di un Tavolo Tecnico Regione Lazio con assessore regionale Hausmann e Ente Parco sul PSR regionale con il direttore Cassola.

Nelle attività di promozione e valorizzazione va certamente messa la ripresa di attenzione su Borgo Fogliano che oggi coinvolge in modo diretto il Ministero dei Beni Culturali e l’Agenzia per il Demanio. Il Mab resta comune un nodo da sciogliere almeno per il territorio. Nel senso che dall’ottenimento del riconoscimento, nonostante le molte promesse fatte negli anni scorsi, ancora resta un concetto piuttosto astratto. Basti pensare ad esempio alla realizzazione dello stesso marchio del Parco o comunque ai benefici che sarebbero dovuti arrivare attingendo a fondi europei.

scheletri San FeliceGLI SCHELETRI DI QUARTO CALDO E LE ANTENNE – Dopo anni di tira e molla anche gli scheletri nella zona di Quarto Caldo, nel Comune di San Felice Circeo sono stati in buona parte abbattuti. Sono stati infatti demoliti quelli di via del Sole anche se sul promontorio restano ancora altre tracce del sacco del Circeo, scheletri più o meno grandi nascosti in altri punti della montagna come in via della Vasca Moresca. Tra i progetti del Parco quello di realizzare un sentiero della legalità. Resta poi per quanto riguarda proprio il promontorio il grande interrogativo della vicenda antenne.

Zannone

Zannone

ZANNONE ANCORA UN’ISOLA CONTESA – Non poteva mancare un passaggio sulla vicenda Zannone e le cui problematiche sono state definite in una nota stampa del Parco “una piccolissima cosa rispetto ai problemi ed alle iniziative affrontati dall’Ente. Ad oggi – si legge ancora –  com’è noto è stata raggiunta l’intesa tra gli Enti competenti, compreso il Comune di Ponza ed a breve andremo alla firma del Protocollo con Comune, Provincia, Forestale-Carabinieri ed Ente Parco, e sono state allocate dell’Ente Parco le risorse necessarie (intanto 32mila euro) all’intervento attraverso la variazione di bilancio approvata dal Consiglio Direttivo e dai Revisori dei Conti, ed ora alla firma del MEF. Accolta con soddisfazione poi il nulla osta alla rimozione dei rifiuti da parte della Procura di Cassino. Nel frattempo la Forestale-Carabinieri ha ripreso servizio di vigilanza a Zannone”. Nel Piano del Parco per quanto riguarda  Zannone è stata prevista la realizzazione di una foresteria nella casa di caccia accessibile solo a personale di vigilanza ed ai ricercatori.

 

 

 

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