Botte in questura, il processo si conclude con la prescizione

Non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. Si è concluso così, davanti alla Corte d’Appello di Roma, il processo di secondo grado per le botte all’interno della questura di Latina, con Gianluca Tuma e Giampiero Di Pofi accusati di aver aggredito i poliziotti della Mobile e Tuma anche di aver dato una testata all’allora vice questore Fabio Ciccimarra, di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

Il Tribunale di Latina aveva condannato Tuma a un anno e mezzo di reclusione e Di Pofi a otto mesi. Trascorsi dieci anni dai fatti, dopo che i due, difesi dagli avvocati Gaetano Marino e Leone Zeppieri, avevano impugnato la sentenza, a chiedere i proscioglimenti per prescrizione è stato lo stesso procuratore generale.