Debito di 542mila euro con il Consorzio: il Comune di Formia confida nel Tar

Debito di 542mila euro con il Consorzio: il Comune di Formia confida nel Tar

Il creditore, se esiste, è un altro organismo e non la Regione Lazio e, poi, il credito, sempre che esista, non è certo, liquido ed esigibile. Ha fatto questo ragionamento la Giunta Municipale di Formia per impugnare davanti la sezione di Roma del Tar una determinazione dirigenziale della Regione Lazio, risalente allo scorso 24 giugno, con cui la direzione risorse idriche e difesa del suolo della Regione chiedeva al comune di Formia di onorare un debito, di quasi 30 anni fa, del disciolto Consorzio Acquedotti Riuniti degli Aurunci.

La somma chiesta al Comune è decisamente importante: 542mila euro e “copre” un periodo che va dal 1983 al 2004. Fa parte di una massa creditizia, per complessivi 6 milioni di euro, che il legislatore, alla luce delle nuove disposizioni normative in tema di federalismo, ha attribuito alla Regione di recuperare per quanto riguarda gli ammanchi provocati ed ereditati dal disciolto ente acquedottistico di Cassino, tuttora in fase di liquidazione.

L’iniziativa della Regione Lazio, naturalmente, ha convinto il Comune di Formia ad opporre resistenza come peraltro hanno fatto o stano facendo tutti i comuni del Golfo un tempo ricadenti sotto la giurisdizione dell’ex Consorzio degli Aurunci. Uno di questi è il comune di Gaeta che si è visto arrivare dalla Regione Lazio una richiesta di recupero crediti quasi il doppio rispetto al comune di Formia.

Il motivo? E’ contemplato in maniera forfettaria il  numero dei residenti in un intero anno che a Gaeta vuoi per la sua più spiccata vocazione turistica e balneare è maggiore rispetto agli altri centri del sud-pontino. Il ricorso del Comune di Formia fa menzione ad un aspetto importante: nella fase di liquidazione dell’ex Consorzio degli Aurunci l’onere di recuperare i crediti avrebbe dovuto riguardare l’Ato 4, l’ambito territoriale ottimale che, con l’entrata in vigore della legge “Galli”, ha soppresso di fatto l’ente di Cassino. E poi la Regione chiede la restituzione di un debito di 542mila euro sulla scorta di cosa?

La determinazione regionale sarebbe orfana di una rendicontazione economica quando il comune di Formia fa un doppio ragionamento: “Nei confronti dell’ex Consorzio degli Aurunci vantiamo noi un credito di 20mila euro, in passato documentato e certificato. Qualcuno poi dimentica che il Consorzio degli Aurunci (come Acqualatina, ndr) ha approvvigionato l’intero Golfo grazie ad uno delle due sorgenti del comprensorio, quella di Mazzoccolo, che insiste sul territorio di Formia, a ridosso del quartiere di Mola”.

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