Referendum Costituzionale, i dati in provincia di Latina. A Ventotene vince il Sì

Referendum Costituzionale, i dati in provincia di Latina. A Ventotene vince il Sì

Finito lo spoglio del Referendum Costituzionale con i risultati che ben abbiamo potuto vedere sui principali media nazionali, si iniziano a fare raffronti con il territorio.

Siamo andati a vedere i dettagli della Provincia di Latina, che come messo in evidenza in un articolo nei giorni scorsi, ha mantenuto il trend nazionale come nelle precedenti consultazioni referendarie costituzionali. L’affluenza provinciale è stata di 67,18%, pari a un -1,3% rispetto a quella nazionale del 68,48% (dato estero escluso). I precedenti rilevamenti avevano messo in evidenza una percentuale sempre in linea con la media nazionale: alle ore 12 il 20,12%, alle 19 il 56,92%.

referendum-costituzionaleCi sono state delle differenze sostanziali anche tra Comuni e Comuni sull’affluenza. Prendendo in considerazione il dato definitivo alle 23 (orario di chiusura dei seggi), il risultato più elevato in termini percentuali pone al primo posto il 71,45% di Rocca Massima, seguito da altri Comuni che hanno superato la media provinciale con un’affluenza superiore al 70% come Latina, Cisterna, Cori e Pontinia. Quella più bassa di votanti, invece, si è registrata nel Comune Ventotene 50,68% (unico della Provincia in cui si è imposto il “Sì” con il 55,29% dei consensi). Anche se nell’isola che ha ospitato il meeting Renzi-Merkel-Hollande, hanno votato solo 883 elettori.

Il “No” si è imposto praticamente ovunque. Il dato provinciale mostra un risultato definitivo che ha visto trionfare il fronte del “No” con il 68,71% delle preferenze contro il 31,29% del “Sì”. Se prendiamo per comodità in considerazione il definitivo nazionale del “No”, possiamo notare come la percentuale provinciale è più incisiva di circa 8 punti. Nel Comune capoluogo, il “No” ha ottenuto il 67,38% e in diversi altri ha sfondato la soglia psicologica del 70%. In questi, a parte Aprilia, è stato il sud pontino a fare la differenza, in territori come quello di Santi Cosma e Damiano, Ponza, Terracina, Fondi e Monte San Biagio. In particolar modo in questi ultimi due è stata registrata la percentuale più alta dei voti degli oppositori alla riforma costituzionale: a Monte San Biagio è arrivata al 73,80%, mentre a Fondi al 73,74%.

A parte Ventotene, che come abbiamo già messo in evidenza, è stato l’unico Comune in cui ha vinto il “Sì”, tra gli altri della Provincia, quelli dove la forbice tra il “No” e il “Sì” è stata più bassa si devono registrare Campodimele con una percentuale dei “No” al 52,53%, Roccagorga al 54,56% e Cori al 55,77%.

Lo spaccato emerso, fa riflettere su una sorta di Provincia a due velocità politiche, dove al di là dell’onda nazionale sulla bocciatura del Referendum Costituzionale, vede alcune aree geografiche, dove è più forte il centrodestra, emergere con percentuali più rilevanti di No. Notizie analoghe non esistono per il centrosinistra e il Pd, che nei consueti territori “rossi” della Provincia è riuscito a far abbassare l’asticella in modo evidente. Questo non è accaduto neppure dove i sostenitori del “Sì” pensavano fosse fattibile, salvo in territori piccoli con un numero non elevato di abitanti e dunque di elettori come ad esempio Campodimele, Cori e Roccagorga; o addirittura come per Ventotene, l’unico Comune in controtendenza.

 

 

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