Omicidio a Formia, ragioni economiche dietro il litigio sfociato in tragedia

Omicidio a Formia, ragioni economiche dietro il litigio sfociato in tragedia

AggiornamentoUn’improvvisa lite innescata da ragioni economiche e finita in tragedia. E’ la pista privilegiata dai carabinieri della Compagnia di Formia per tentare di dare un movente all’omicidio di cui è stato vittima Giuseppe Langella, il 52enne di Formia ma originario di Itri, molto conosciuto per essere stato a lungo dipendente di una ditta specializzata in rimozione di auto incidentate o in divieto di sosta. L’uomo è morto poco prima delle sette di venerdì mattina in un’elegante villetta al civico 19 di via Giovenale, una traversa sull’Appia che termina direttamente sul mare in località Acquatraversa. Langella l’aveva presa in affitto da una coppia – padre e figlio – di avvocati di Afragola da due anni, da quando si era separato dalla moglie di Itri dalla quale aveva avuto due figli.

Giuseppe Lancella (foto Facebook)

Giuseppe Langella (foto Facebook)

Vi trascorreva molto tempo – quando non effettuava lavori saltuari – in compagnia di Andrea Tamburrino, 41enne pregiudicato di Carinola ma scaurese di adozione, noto per un passato da gigolò, conosciuto alle forze dell’ordine per estorsione e truffe oltre che per la devastazione di una villa romana a Vindicio.

Quanto sarebbe successo tra i due lo stanno cercando di stabilire i carabinieri, sia delle Compagnia di Formia che del Nucleo Operativo del Comando provinciale di Latina che, coordinati dal sostituto procuratore di Cassino, Chiara D’Orefice, hanno trascorso moltissime ore all’interno di “Villa Eleonora”, insieme al medico legale Alessandro Mariani di Latina, per effettuare rilievi scientifici, fondamentali ora per il prosieguo delle indagini.

Carabinieri nella villa di via Giovenale a Formia

Carabinieri nella villa di via Giovenale a Formia

Secondo una prima ricostruzione, Tamburrino, giunto nella villa di via Giovenale di buon mattino, a bordo della sua Smart, avrebbe avuto con Langella una discussione, lite – probabilmente per gli alti costi di locazione dell’immobile? – subito dopo degenerata. Di certo, il 50enne è stato colpito da un oggetto contundente alla testa ai piedi della scala tra l’ingresso e il piano terra mentre Tamburrino, dopo aver chiesto al telefono alla madre l’intervento di un’ambulanza, si asserragliava, in uno stato confusionale, in un ripostiglio dove all’arrivo dei carabinieri si feriva alla gola con un coltello.

Tamburrino si trova tuttora piantonato nel reparto di chirurgia dell’ospedale Dono Svizzero mentre il cadavere di Langella è stato trasferito all’ospedale Santa Scolastica di Cassino per essere sottoposto ad autopsia.

Pasquale Cardillo Cupo

Pasquale Cardillo Cupo

Aggiornamento (redazione), ore 22 – “Non c’è nessun caso di omicidio”. Lo ha detto l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, storico difensore del 41enne Andrea Tamburrino -. “Si è trattato di un tragico incidente domestico – ci ha detto -, tanto che è stato lo stesso Tamburrino a soccorrere la povera vittima nel tentativo di salvarla, chiamando anche il 118. Appreso del decesso il mio assistito ha tentato il suicidio tagliandosi la gola per il dolore dovuto alla perdita del caro amico. Appena guarirà andremo dal Magistrato per dare ogni contributo utile.

Come difensore – aggiunge il legale -, mi rammarica che nel colloquio avuto con il mio assistito lo stesso mi rappresentava che dalle 10 del mattino cercava di fare la nomina del proprio difensore di fiducia senza riuscirvi, riuscendo nell’impresa solo alle ore 18.15. Spero che il suo stato confusionale lo abbia portato a confondere gli orari… Chiederemo il sequestro del video del portale h24 laddove  i vicini confermano gli ottimi rapporti affettivi tra i due inquilini”.

 

A PAGINA 2 ‘ LE INTERVISTE REALIZZATE DA SAVERIO FORTE AL MEDICO LEGALE, AD UN VICINO E AI PROPRIETARI DELL’ABITAZIONE DI VIA GIOVENALE’

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