Casalesi a Latina, condannato a 12 anni Ettore Mendico

Casalesi a Latina, condannato a 12 anni Ettore Mendico

Sono trascorsi esattamente venti anni da quando i Ciarelli bussarono alla porta del comando provinciale dei carabinieri chiedendo aiuto. La famiglia nomade era già abbondantemente nota a Latina per gli affari criminali portati avanti, in primis quelli legati all’usura, arrivando a girare nel capoluogo pontino al volante di una Ferrari Testarossa. “Siamo vittime di un’estorsione”, dissero. Gli investigatori si resero immediatamente conto che qualcosa di grave stava accadendo e ben presto si misero sulle tracce di qualcuno ben più potente in quel momento dei Ciarelli, il clan dei Casalesi, scoprendo che i casertani stavano cercando di dettare legge anche a Latina e Cisterna, con estorsioni ai nomadi e a un imprenditore ortofrutticolo. Ora le condanne.

Ettore Mendico

Ettore Mendico

Nel 1996 i Casalesi cercarono di allargare la loro zona d’influenza sfruttando soprattutto gli uomini che avevano sul territorio, a partire da Ettore Mendico, di Castelforte, già condannato per aver costituito in quegli anni un’associazione mafiosa nel sud pontino, legata ai casertani ma con una propria indipendenza, quella al centro del processo “Anni 90”. E proprio lui, “Bertoldo”, sarebbe stato l’uomo che bussò alla porta di Antonio Ciarelli, capostipite della famiglia nomade, e del figlio Carmine, dicendo loro chiaramente che se volevano continuare a delinquere a Latina dovevano pagare il pizzo al clan di Casal di Principe. “O pagate o vi ammazziamo un figlio al giorno”, avrebbero detto. Tutto denunciato dai Ciarelli ma poi, dopo che il procedimento per anni si è trascinato nelle aule di giustizia, rimbalzando da un tribunale all’altro, gli stessi Ciarelli in aula hanno negato.

Carmine Schiavone

Carmine Schiavone

A confermare quell’assalto camorristico sono stati però i pentiti, a partire da Carmine Schiavone, ex cassiere dei Casalesi, che davanti ai giudici e fino alla sua morte ha ribadito che “Latina era provincia di Casale”. I Ciarelli intanto sono cresciuti sul fronte criminale, sono diventati una potenza, tanto che vengono monitorati dalla stessa Dia nel rapporto che ogni sei mesi l’Antimafia fa al Ministero dell’interno sui clan. E il Tribunale di Latina ha ora concluso quel vecchio processo, condannando ancora una volta Ettore Mendico: 12 anni e mezzo di reclusione. Condannati inoltre a cinque anni di reclusione il campano Salvatore Cantiello e i fratelli Matteo e Mario Baldascini, da tempo inquadrati come referenti del clan dei Casalesi a Latina, con Matteo che ha messo radici a Borgo Carso. Scontato, una volta depositate le motivazioni della sentenza il ricorso in appello, ma un’altra pagina sulle mafie in terra pontina è stata scritta.

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