Truffa via web per la casa vacanze, denunciati in due a Sperlonga

Truffa via web per la casa vacanze, denunciati in due a Sperlonga

AGGIORNAMENTO – Ci risiamo. L’accoppiata continua a funzionare: ancora una casa vacanze fantasma a due passi dal rinomato mare di Sperlonga, e un’annessa truffa dal mare… del web. Ennesimo episodio dal medesimo copione, e che ha appena portato i carabinieri della Stazione locale a denunciare un pluripregiudicato pugliese e un campano.

Un 55enne originario della provincia di Foggia ed attualmente con obbligo di dimora per vicende di mafia e un 37enne dell’hinterland Napoletano, individuati dai militari del comandante Salvatore Capasso come gli autori di un raggiro che ha visto gabbata una turista residente in provincia di Caserta: lo scorso agosto aveva intenzione di passare un paio di settimane di relax nella “Perla del Tirreno”, si è ritrovata alleggerita di 500 euro e con la vacanza rovinata. All’inizio, come tanti prima di lei, la donna aveva pensato a un affare. Un soggiorno sperlongano in un appartamento a venti metri dal mare, con tanto di posto auto, ad un prezzo ritenuto più che invitante. Offerta contenuta in un annuncio notato su un sito, Subito.it, e che ha portato la vittima a versare senza pensarci troppo la caparra poi diventata bottino della truffa. Del resto, sottolineava la voce che aveva risposto al numero di telefono contattato, c’era da sbrigarsi: visto il prezzo “da saldi”, le richieste di prenotazione fioccavano. Da lì, un veloce accredito su una carta Postepay. Pronti, via. Peccato che, al suo arrivo valigia alla mano nell’agognato borgo dalle case bianche, la turista si sia trovata sì davanti ad un appartamento vista mare, ma di un condominio con tanto di famiglie di residenti all’interno. Imbroglio andato a segno, liscio come l’olio. Presentata la denuncia all’Arma, i carabinieri del posto hanno indagato fino a risalire ai due poi denunciati. Sulle spalle, qualcosa come ventisei pagine di precedenti, per buona parte specifici ed a carico del 55enne pugliese, il primo a cui si è riusciti a risalire, tramite l’utenza telefonica utilizzata per il raggiro. In seconda battuta, l’individuazione del campano, intestatario della carta di credito prepagata su cui erano stati accreditati i 500 euro. Una volta ascoltato, ha sostenuto di averla persa a giugno, senza però presentare denuncia. Versione che non ha retto, allo stesso modo di quella fornita dall’altro.

 

 

 

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