Priverno, Lista Macci: “Delogu mente sui conti, si affidi a un tecnico”

Priverno, Lista Macci: “Delogu mente sui conti, si affidi a un tecnico”

“Quando si vuole bacchettare occorre prepararsi la lezione. Il rendiconto del 2012 è stato chiuso con un disavanzo di circa 500mila euro e i residui passivi non sono tutti debiti del passato: alcuni sono impegnati per motivi di cassa e altri sono destinati alla realizzazione di opere pubbliche come lo svincolo della Fornace, fondi per le opere di urbanizzazione e di sicurezza stradale. Se i residui passivi si avvicinano a circa 25 milioni di euro, è altrettanto vero che i residui attivi ammontano a ben 24 milioni e 500mila euro, cioè somme da incassare. Invece i residui passivi dell’amministrazione Renzi ammontavano a 18 milioni di euro e quelli attivi sfioravano i 17 milioni di euro”.

Umberto Macci

Umberto Macci

E’ la replica della Lista Macci ad Angelo Delogu, ex primo cittadino e attuale vicesindaco di Priverno, a proposito dello sforamento del Patto di Stabilità 2015 di circa due milioni e mezzo di euro, motivo per cui l’ente è stato sanzionato per 1.041.000 euro dal Ministero dell’Interno.

“Insomma la giunta Macci ha operato salvaguardando i conti e realizzando opere e servizi vitali per la città nonostante la forte riduzione dei fondi statali a partire dal 2008, ragione per cui non è stato possibile invertire la pesante eredità”, sottolinea la Lista Macci, che ha analizzato la situazione dei debiti fuori bilancio: “Ammontano a circa un milione di euro e sono stati riconosciuti quasi tutti dal commissario prefettizio senza neanche procedere ad una preventiva transazione; e va ricordato che sono debiti per servizi prestati ai cittadini e non somme per il pagamento di multe. Per memoria nel 2004-2005, invece, vennero riconosciuti debiti fuori bilancio per circa 300.000,00 euro della gestione Renzi, oltre tutte le problematiche della chiusura della società GEA, altra invenzione del centrosinistra”, chiarisce la Lista Macci, che ha riavvolto il nastro del tempo sulla liquidità di cassa: “Se da un lato l’amministrazione Renzi lasciò 230mila euro nel 2003, dall’altro l’amministrazione Macci, nonostante abbia dovuto affrontare la pesante crisi economica, ha lasciato oltre tre milioni di euro di liquidità contratta per pagare i debiti e di queste somme la giunta Delogu ne ha restituite 250.000 euro in quanto non necessarie alla Cassa Depositi e Prestiti”.

La Lista Macci è poi entrata nel dettaglio del consuntivo 2013 approvato dall’amministrazione Delogu con un avanzo di 346mila euro: “Certamente le condizioni di bilancio lo consentivano e in base a questo avanzo avete potuto adottare anche atti che diversamente la legge non avrebbe consentito: dagli incarichi a spese diverse. Quindi lo sforamento del patto di stabilità non può assolutamente essere addebitato a gestioni precedenti in quanto riguarda esclusivamente la gestione 2015. I pagamenti e gli incassi dovevano essere costantemente monitorati”.

Inoltre la Lista Macci ha posto una serie di questioni: “Come mai le certificazioni non riportano gli ‘spazi finanziari’ chiesti alla Regione Lazio, che sono stati appositamente messi a disposizione dei Comuni per evitare lo sforamento del patto? Una multa è un danno per non aver rispettato la legge. L’amministrazione Macci s’è distinta, al di là di polemiche sterili, per la capacità di attrarre risorse finanziarie con investimenti importanti, a partire dall’arredo urbano che ha cambiato il volto della città, creando un circolo virtuoso per il contenimento della spesa corrente nonostante la rigidità e soprattutto contenendo la pressione fiscale a favore dei cittadini. E l’assoluta mancanza di sanzioni per l’osservanza del patto di stabilità è la prova del costante monitoraggio finanziario”.

Infine l’analisi sul Comune di Priverno: “Il problema è simile a quello di molti comuni italiani che hanno cercato di dare servizi alla cittadinanza mentre lo Stato falcidiava i trasferimenti e la crisi finanziaria incombeva su tutti. Certo sarebbe stato meglio alzare le tasse al massimo, tagliare l’assistenza, i fondi allo sport, alla cultura, all’istruzione”.

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