Referendum Costituzionale, Lenola Democratici Dinamici sceglie Renzi

A distanza di 4 anni, Matteo Renzi torna nella nostra Provincia. In quel lontano 2 ottobre del 2012, quando arrivò a Latina, girava l’Italia in camper per spiegare e sostenere la sua candidatura alle primarie del Centrosinistra. Lunedì 7 novembre prossimo invece, Renzi, oggi segretario del PD e Presidente del Consiglio dei Ministri, tornerà a Latina per sostenere la campagna referendaria “Basta un Sì” a favore della Riforma costituzionale”.

Lo si legge in una nota del Comitato “Basta un Sì- Lenola Democratici Dinamici”.


“C’eravamo allora, e ci saremo ancora. Nel 2012 convinti e impegnati nel Comitato “Adesso @Lenola x Renzi” e oggi animatori di “@Basta un Sì-Lenola Democratici Dinamici”, consapevoli, come tanti altre persone, che l’Italia ha un bisogno urgente di cambiamento, e la necessità di adeguare le sue funzioni ai ritmi della contemporaneità.

È per questo che il 4 dicembre, voteremo Sì. Voteremo Sì perché questa Riforma rispetta e non stravolge la Costituzione. Infatti, non ne tocca i principi e i diritti, ma migliora soltanto alcuni meccanismi di funzionamento procedurale del nostro ordinamento istituzionale che, come dicevano già i Padri costituenti, non vanno visti come stelle fisse in un cielo immobile, ma vanno, al contrario, continuamente inverati e implementati.

A quasi settant’anni dalla entrata in vigore della nostra Costituzione repubblicana, dopo trent’anni di discussioni intorno alla necessità di un suo adeguamento che ha coinvolto tutte le forze politiche del nostro Paese, e dopo un lungo e complesso itinerario tra Camera e Senato, il nostro consenso, attraverso il referendum confermativo delle riforme predisposte per la seconda parte della Carta costituzionale, ci appare un importante impegno di cittadinanza e di esercizio della democrazia.

A quelli che, invece, pensano che questa Riforma non è perfetta e che poteva essere scritta in una forma migliore, noi diciamo che dire sempre no non è sempre salutare! Dire ancora una volta no, significherebbe lasciare tutto com’è, quindi, e tenersi vecchi arnesi come il bicameralismo perfetto, con Senato e Camera che fanno le stesse identiche cose, senza ridurne in alcun modo i costi; tenersi il Cnel, le Province e un pasticciato Titolo V che, sebbene modificato nel 2001, ha prodotto un confuso federalismo con forte sovrapposizione tra le prerogative dello Stato e quelle delle Regioni.

Questa Riforma, invece, non rappresenta nessun pericolo per la democrazia e la libertà dei cittadini, e nessun rischio di una deriva autoritaria. Noi non temiamo una leadership forte, ma vogliamo una leadership legittimata democraticamente, che sappia assumersi il rischio delle decisioni importanti per il futuro del nostro Paese, e che sappia  assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Per questo, il 4 dicembre 2016, invitiamo tutti a votare Sì convinti. Convinti perché, con la sostenibile leggerezza dell’essere riformatori, è giunto il momento di dire basta alla macchinosità e lentezza delle Istituzioni, che favoriscono soltanto un eccesso di burocrazia, un autoritarismo gerarchico, ogni tipo di populismo e ogni anarchia dei comportamenti”.