Referendum, in campo i big: Renzi a Latina, Parisi a Fondi

Referendum, in campo i big: Renzi a Latina, Parisi a Fondi

In provincia arrivano i big in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre. Il “Sì” e il “No” si fronteggiano a distanza con i pezzi da novanta, attraverso i principali partiti presenti nell’emiciclo.

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Il Partito Democratico, che nel tempo non è riuscito a conquistare amministrativamente la città capoluogo, continua a concentrare su Latina la maggior parte delle energie e risorse, soprattutto dopo la caduta del centrodestra. Così dopo la venuta in città del ministro delle riforme Maria Elena Boschi, per alzare il tiro sulla questione della riforma costituzionale non si poteva che andare ancora più in alto: lunedì 7 novembre sarà in città, alle ore 18 al Super Cinema in Corso della Repubblica, addirittura il Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Non è la prima volta che l’ex sindaco di Firenze viene a Latina, ma è la prima in cui veste i panni di premier. La prima volta risale alle campagna elettorale delle primarie del centrosinistra del 2013.

Stefano Parisi

Stefano Parisi

La sfida a distanza, invece, vede un altro evento clou, questa volta a Fondi e per il “No” targato Forza Italia, che sabato 19 novembre alle ore 17,30 porta al Palazzetto dello Sport sia Antonio Tajani, che Anna Maria Bernini, ma soprattutto Stefano Parisi, implicitamente da molti riconosciuto come colui da cui dovrebbe ripartire il centrodestra moderato.

Indiscrezioni prima dell’ufficializzazione dell’evento volevano addirittura lo storico ritorno a Fondi, nel feudo elettorale di Forza Italia, del fondatore e presidente del partito Silvio Berlusconi. In realtà, dal vecchio si passa al nuovo. Perché Stefano Parisi, anche se forse ha meno appeal dell’ex premier è sicuramente colui su cui stanno scommettendo alcuni colonnelli azzurri, e probabilmente anche il senatore locale Claudio Fazzone e il sindaco Salvatore De Meo sul palco anche loro per il “No”.

In realtà sembra ancora una volta congelarsi quella situazione di stallo politico-elettorale che divide in due la provincia di Latina, con il nord (e una parte del sud come Minturno e in parte Formia) più progressista e orientata alle posizioni che una volta incarnava il centro-sinistra, e la Piana di Fondi (con Fondi, Monte San Biagio, Sperlonga e in parte Gaeta) che ancora parlano e ragionano in virtù di una forma riformista, liberale di centro-destra sotto il simbolo di Forza Italia.

In un territorio dove i Cinque Stelle non trovano che esigue rappresentanze in alcuni consigli comunali il duello a distanza Partito Democratico – Forza Italia è quello che ancora può far parlare di politica, salvo lasciare quanto meno dubbi su accordi, alleanze o schieramenti aperti o trasversali come quello molto variegato che li vede quasi governare insieme a Gaeta, o le voci che vorrebbero un’apertura simile in quel di Formia.

Perché la cosa bella della politica è sempre quella di difendere dei principi, salvo ricordarsi che tutte le idee possono essere cambiate, o addirittura rinnegate. Ma poesia politica a parte, quando scendono in campo i big è anche per pragmatismo elettorale, ed è sui numeri, sui voti che si gioca la partita.

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