La Riviera d’Ulisse è già un museo a cielo aperto, ma non è integrato

Finalmente dopo anni di scelte inutili e scellerate, o peggio caratterizzate da un immobilismo preoccupante, in alcuni Comuni del sud pontino come Terracina e Fondi si inizia, seppur timidamente, a parlare di sistema museale diffuso o integrato.

Tempio di Giove, Terracina
Tempio di Giove, Terracina

A Terracina viene presentato come lo strumento per riportare al centro il turismo culturale, sfruttando le migliaia di tagliandi staccati a Monte Giove, permettendo in questo modo che i turisti visitino anche altri luoghi d’interesse come il ristrutturato palazzo della Bonifica. A Fondi, invece, l`idea arriva per voce di un gruppo di maggioranza consiliare dopo che per anni le proposte di diverse associazioni locali erano cadute nel vuoto. Da citare tra le ultime il progetto del 2015 “Turismo3” a cura dei soci di Obiettivo Comune.


Palazzo della Bonifica a Terracina
Palazzo della Bonifica a Terracina

Per chi non sapesse di cosa si parla quando si fa riferimento al museo integrato o diffuso, ci si riferisce a diversi luoghi o sistemi museali che vengono integrati all’interno di un unico polo. Tradotto in parole ancora più semplici: con un unico biglietto si possono visitare le diverse aree di interesse culturale all’interno del sistema museale.

Per fortuna se ne parla. Eppure è ancora troppo poco. Sì, perché in tutto il territorio della provincia di Latina, con un attenzione particolare al sud della provincia che è l’area maggiormente turistica, si continua a ragionare in termini evidentemente miopi. Già di per sé, il fatto che ci sia la possibilità di un’apertura verso un`idea di turismo “diffuso” è positiva. Quasi una rivoluzione culturale per alcuni territori. Di contro, come si può pensare che un sistema museale integrato in una città come Terracina o come Fondi possa essere l’unico strumento per catalizzare l’interesse di chi viene in zona per andare al mare e non per innamorarsi delle bellezze storiche e culturali che questa terra possiede?

 

A PAGINA 2 “L’IDEA DEL MUSEO DIFFUSO”