Rosinella, la Guardia Costiera torna a bordo del peschereccio

Rosinella, la Guardia Costiera torna a bordo del peschereccio

E’ stato scritto in un cantiere navale di Gaeta l’ultimo capitolo relativo al “Rosinella”, il peschereccio partito dal Molo Azzurra di Formia il 19 aprile e affondato, dopo alcune ore di navigazione, davanti il litorale di Baia Domizia. Dopo aver restituito il cadavere del terzo ed ultimo membro dell’equipaggio – il comandante Giulio Oliviero – la paranza è stata messa a secco e parzialmente ripulita dopo sei mesi di permanenza a 62 metri di profondità ad 8 miglia a sud est di Punta Stendardo.

Su mandato del magistrato titolare delle indagini, il sostituto procuratore Marina Marra, sono saliti di nuovo a bordo della barca – secondo quanto è trapelato – gli agenti della Polizia Giudiziaria della Guardia Costiera di Gaeta ed il consulente di fiducia della Procura di Cassino, Giovanni Di Russo, che hanno compiuto una nuova operazione peritale scattando decine e decine di foto, soprattutto a bordo e all’interno della botola dello scafo in cui è stato rinvenuto il cadavere di Oliviero.

L’obiettivo è chiaro: individuare la dinamica o le cause dell’affondamento del “Rosinella” che, sistemato a bordo del mezzo pesante della società specializzata di Ponza che l’ha fatta riemergere, sarà rimessa a nuovo, per volontà della vedova del comandante Oliviero, in un cantiere di Castellamare di Stabia.

Comments are closed.

h24Social