Quattro chili di hashish nel cofano, dopo la condanna arriva l’assoluzione: da tempo senza le chiavi dell’auto

foto di repertorio

Era il 4 giugno scorso quando nella serata i Carabinieri di Giugliano, in collaborazione con i Carabinieri di Scauri, traevano in arresto il 56 enne di Minturno, Pasquale Clemente, per possesso ai fini di spaccio di numerosi panetti di hashish, per un totale di 4 Kg. L’ingente quantitativo di stupefacente venne ritrovato occultato dentro un borsone nel cofano di un’autovettura Lancia Lybra di proprietà dell’arrestato.

Per il Giudice di Cassino, Dott. Lo Mastro, non vi sono stati dubbi sulla colpevolezza dell’imputato e lo ha così condannato alla pena di 3 anni di reclusione, aggravati dalla recidiva, specifica per precedenti condanne dello stesso tipo. Non fu quindi presa in considerazione la tesi difensiva sostenuta dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, secondo cui non vi era prova che la droga fosse del Clemente in quanto la sola intestazione della vettura non poteva costituire elemento di prova certa, anche perché nessuno aveva visto l’imputato celarla nell’auto, sostenendo che peraltro il proprio assistito non era in possesso delle chiavi della vettura da tempo, come confermato dal mancato rinvenimento delle stesse al momento della perquisizione da parte dei Carabinieri.


L’avvocato Cardillo Cupo ha così presentato un ricorso in Appello, insistendo sull’assenza di elementi a carico del proprio assistito, e non potendo l’esistenza di vecchi precedenti costituire elemento di valutazione. Nell’udienza di oggi, davanti la II Sezione della Corte di Appello di Roma, l’accusa rappresentata dal Procuratore General Simonetta Matone ha chiesto la conferma della sentenza di condanna. Mentre la difesa ha insistito nell’assoluzione. Dopo 2 ore di camera di consiglio la Corte di Appello ha assolto Pasquale Clemente per non aver commesso il fatto e lo ha rimesso in libertà”.