Siae o non Siae, ecco quando pagare e quando no

La sede della Siae a Roma

“Nel breve periodo sono molti gli esercenti di locali pubblici, ma anche nostri iscritti che ci hanno contattato per chiederci spiegazioni e delucidazioni sull’annosa questione del pagamento della SIAE. Possiamo rispondere semplicemente che “la SIAE va pagata quando è dovuta”.

Pietro Piroli, segretario Pd Sabaudia
Pietro Piroli, segretario Pd Sabaudia

Lo dichiara il segretario comunale del Partito Democratico Pietro Piroli.


“Per meglio intenderci: la SIAE pretende il pagamento del Diritto d’Autore in base a una legge del 1941 per conto dei suoi iscritti nel momento in cui viene utilizzato il loro repertorio in luogo pubblico. Se in un bar diffondi una canzone di Renato Zero devi riconoscergli un agio che la SIAE provvederà a incassare e a rigirargli. Tenete presente che il Diritto d’Autore non è né una tassa, né tantomeno una imposta dello Stato ma è soltanto un diritto privatistico. Ora il punto è questo: la SIAE unica al mondo agisce in regime di monopolio e per questo l’Italia è stata più volte sanzionata dall’Unione Europea che vieta i regimi monopolistici: la novità è che con l’avvento di nuove società di collecting private come Patamù, Soundreef, Rock.it etc., che in buona sostanza fanno lo stesso lavoro della SIAE, molti autori gli hanno revocato il proprio mandato preferendo farsi tutelare da questi altri nuovi soggetti, facendo quindi decadere di fatto questo monopolio.

Pertanto se in un bar vengono diffuse per esempio canzoni di Fedez, Gigi d’Alessio, Cocciante e molti altri, nulla deve essere versato alla SIAE, in quanto non più tutelati dalla stessa. E cosi per feste, concerti, intrattenimenti e quant’altro.

Ora veniamo alle contestazioni che un esercente può subire. In primo luogo va accertata la leggittimità del verificatore che deve essere esclusivamente un incaricato di ruolo della SIAE munito di tessera personale di riconoscimento, oppure dal Mandatario di zona, il quale non è un dipendente della SIAE bensì un lavoratore autonomo con tanto di partita IVA a cui la SIAE ha assegnato un mandato a tempo determinato, al fine di rappresentarla nelle zone dove non esistono uffici di ruolo. Questi soggetti nel momento in cui hanno prova dimostrabile e documentabile dell’utilizzo di un repertorio di un loro artista tutelato, redigono un atto di contestazione che, badate bene, non è un verbale ma una semplice presa d’atto, che vi consigliamo di non firmare ma di farvi trasmettere con raccomandata postale in quanto per lo statuto del contribuente si deve lasciare la possibilità di poter essere assistito da un profesionista.

La contestazione eventuale riguarda esclusivamente la giornata della redazione dell’atto, nè si possono richiedere pagamenti per utilizzi retroattivi o posticipati: l’eventuale pagamento del dovuto può essere effettuato tramite bonifico o MAV e la SIAE deve fornire le coordinate bancarie, non potendo pretendere in via di principio altri tipi di pagamenti se non a discrezione dell’utente.

Si tenga presente che l’ammontare della spesa giornaliera per il Diritto d’Autore in un esercizio commerciale medio è di non più di qualche euro IVA compresa. Questo è quanto con la speranza di aver reso un servizio alla comunità”.