Itri in aiuto dei bambini del Congo

Itri in aiuto dei bambini del Congo

Marisa è un nome è un volto conosciuto a Itri, per il suo impegno, da volontaria laica, nel campo della cooperazione della solidarietà internazionale. Quattro anni fa ha messo su un’associazione cattolica, senza scopo di lucro, per aiutare i bambini del Congo e le popolazioni più in necessità nella zona vicino la capitale, Kinshasa, a tre giorni di cammino, per via fiume, con le canoe, percorrendo il fiume Congo. Insieme ad un sacerdote congolese, per alcuni anni cerimoniere al Santuario di Lourdes, hanno dato vita all’associazione “Nostra Signora del Buon Consiglio – Il Buon Samaritano Onlus”, registrata e con sede legale ed operativa in Monticello Brianza (Lc).

congo5In quattro anni di attività, con i propri risparmi, con l’aiuto di tanti benefattori e volontari, Marisa e padre Roland, hanno messo su un policlinico, con vari padiglioni, che vanno dalla maternità, alla chirurgia, alla dentistica, all’oculistica, alla medicina generale, farmacia, dispensario. Con tutti i permessi del governo congolese, hanno realizzato questa importante opera, che continua con altre strutture: chiesa, scuola, casa famiglia, dispensario alimentare, pozzi, automedica, canoa medica per il trasporto dei malati più gravi. Un’azione caritativa a largo raggio sostenuta dalla generosità di tanti italiani che affidano a questa donna e a questo sacerdote quel piccoli e grandi contributi per la realizzazione di tali opere, nel rispetto della legalità e della trasparenza. Lei, Marisa, impegnata nel lavoro infermieristico ha sentito la vocazione di dedicarsi al volontariato da giovane, dedicando buona parte della sua vita a questo scopo, forte anche di consigli ed indicazioni precise da parte dei direttori spirituali e della speciale devozione che nutre verso San Pio da Pietrelcina e a Santa Rita da Cascia.

congo4Il lavoro fatto, finora, è molto, nell’insieme con poche risorse, ma poco rispetto ai reali bisogni del territorio, sempre in continua emergenza. La zona dove è sorto il policlinico è raggiungibile per via fiume, solo sentieri pericoli e difficili da attraverso fanno da alternativa al viaggio via fiume. Tanti i racconti e le avventure che questa coraggiosa volontaria laica che sta dedicando la sua vita all’Africa, ha voluto raccontare, questa mattina, in una lunga intervista a padre Antonio Rungi, vice-superiore della comunità passionista del Santuario della Civita, giornalista e teologo morale, nonché missionario della Congregazione dei Passionisti che in Africa e specificamente nel Congo hanno una consistente e qualificata presenza. Uno dei sacerdoti passionisti congolesi, è stato nominato vescovo di una delle diocesi del Congo; come pure una comunità di passionisti congolesi guidano da 5 anni la parrocchia dei passionisti di Mondragone (Ce). Lo scambio di vedute e soprattutto la presa di coscienza del grande lavoro che Marisa sta svolgendo in Congo con padre Rungi, è servito anche a far conoscere meglio la sua attività a livello di Itri. Diverse le famiglie, anche note di Itri, che aiutano con cene per beneficenza questa operatrice laica, profondamente cattolica, che vive praticamente tra Lourdes, Monticello Brianza e il Congo, che sta realizzando opere molto importanti, per la difesa della salute, la protezione della vita umana, nascente e iniziale, per la cultura e la formazione delle giovani generazioni congolesi. Già un equipe medica del posto è a servizio di questo policlinico; mentre già i primo studenti stanno specializzandosi nelle scienze infermieristiche e mediche.

congo1“Iniziative del genere vanno sostenute comunque e sempre – afferma padre Antonio Rungi – soprattutto quando c’è il diretto e disinteressato coinvolgimento di chi promuove azione umanitarie al livello internazionale come nel caso dell’associazione in parola. Certo, nel contesto dell’emergenza terremoto nell’Italia Centrale, potrebbe essere eccessivo parlare anche delle altre necessità che interpellano il cuore buono degli Italiani e degli Itrani, per aiutare, in tutti i modi, queste iniziative, di grande significato umanitario e religioso. Si tratta di iniziative promosse dai italiani e cattolici, ma che sono aperti ad accogliere tutti e perciò stesso aiutate nei modi che ognuno può fare. C’è necessità di un oculista, di infermieri, di volontari e di aiuti economici. Chi può si metta a servizio di questi progetti e dia quanto il suo cuore gli dice di fare e di fare per i bambini africani e i bambini di tutti i mondo che muoiono di fame non arrivando neppure alla soglia del quinto anno di vita”.

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