Venti di guerra sul Mediterraneo

Venti di guerra sul Mediterraneo

“Il Mediterraneo è indifendibile cari Europei: con rifugiati e migranti vedetevela voi”. Provando a interpretare, sembra essere questo il senso più compiuto del Brexit, il referendum che a giugno ha catapultato il Regno Unito fuori dall’Unione Europea. Un guanto di sfida lanciato all’integrità della Comunità nata nel 1957 e che i primi ministri di Germania, Angela Merkel, Francia, François Hollande, e Italia, Matteo Renzi, a 75 anni dalla prima stesura del Manifesto ”Per un’Europa libera e unita”, hanno raccolto incontrandosi al largo della costa di Ventotene, in uno scenario tanto suggestivo quanto a suo modo terrificante, di quelli futuristici alla “Blade Runner” o evocati dalla serie animata “Conan il ragazzo del futuro”.

Pressoché impensabile, infatti, anche solo pensare di ritrovarsi di fronte ai tre Capi di Stato: sull’isola, racconta Luca Comellini, da settimane “centinaia di uomini e donne delle forze di polizia, della Marina militare, dell’Aeronautica, dell’Esercito, della Capitaneria di Porto e dei Vigili del fuoco erano impegnati dal controllo dello spazio aereo a quello del territorio”. Non senza creare qualche sopportabile disagio ai residenti.

Da sinistra Matteo Renzi, Francois Holland, Angela Merkel

Da sinistra Matteo Renzi, Francois Holland, Angela Merkel sulla portaerei Garibaldi (Foto: Palazzo Chigi/Flickr)

E nonostante l’intensissimo (e costoso) controllo, i tre, dopo averla raggiunta in elicottero militare, sono tornati a bordo della nave portaerei Garibaldi, fino a sabato scorso impegnata alla guida della missione EunavforMed per il controllo dell’immigrazione clandestina e la lotta agli scafisti, successivamente spostata a Napoli e da qui al largo dell’isola verde. Lontani dall’isola, inavvicinabili, i tre Capi di Stato hanno fatto un’eccezione solo per una veloce e blindata visita presso il cimitero dove hanno reso omaggio ad Altiero Spinelli.

Renzi, Merkel e Hollande a Ventotene

Renzi, Merkel e Hollande a Ventotene (Foto: Palazzo Chigi/Flickr)

Sullo sfondo Santo Stefano e il suo carcere che, dopo l’annuncio di gennaio a Berlino per un finanziamento da 80 milioni di euro, ieri, il Presidente del Consiglio Italiano ha anticipato sarà trasformato in “una scuola per la formazione della nuova élite europea“.

Appena sbarcati sull'isola

Appena sbarcati sull’isola (Foto: Palazzo Chigi/Flickr)

Un’altra sfida, lanciata questa volta alle generazioni future e alla loro formazione, insieme a quelle per “la crescita e l’occupazione”, ha ribadito il Primo Ministro italiano elencando i 102 mila migranti giunti sulle coste italiane quest’anno e i 105mila l’anno scorso fino al 20 di agosto (una moneta di scambio nella richiesta di flessibilità economica? ndr)ma che lascia inquieti se pronunciata dal ponte della seconda unità navale della Marina Militare. Come ci si trovasse, al di là delle ragioni di sicurezza dell’evento, in stato di guerra.

Indubitabile pensando agli ultimi mesi e anni di attentati terroristici in Europa condotti con modalità che ricordano le stragi in Israele. E suggerito dalle dichiarazioni dei tre Capi di Stato incentrate per lo più sull’obiettivo di una difesa europea comune. Da raggiungere in fretta e a ogni costo, viene da credere anche giustificando la repressione in atto in Turchia dopo il tentato golpe. “La cooperazione con la Turchia sui migranti è giusta, altrimenti non possiamo vincere la lotta con gli scafisti” ha scansato ogni dubbio il Primo Ministro tedesco.

I tre Capi di Stato omaggiano la tomba di Altiero Spinelli

I tre Capi di Stato omaggiano la tomba di Altiero Spinelli (Foto: Palazzo Chigi/Flickr)

Una tesi che sarà verosimilmente ribadita anche al primo vertice europeo post Brexit a Bratislava il 16 settembre, dove verrà portato avanti anche il discorso di “una guardia costiera comune dell’Ue”. Ovviamente da realizzare al fianco del presidente Erdogan.

Uno che con il Manifesto di Ventotene non ha nulla da spartire (Manifesto di Ventotene pdf).

 

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