Tentato omicidio a Itri, carcere confermato per il bracciante e l’imprenditore

Il luogo dell'aggressione

Restano in carcere Mauro Polito ed Innocenzo Mattei, il bracciante residente ad Itri e l’imprenditore di Fondi accusati del tentato omicidio di Valerio Calderini, carpentiere fondano accoltellato venerdì nelle campagne itrane.

Una decisione giunta al termine dell’udienza camerale di lunedì presso la casa circondariale di Cassino, con il gip Donatella Perna che in considerazione del fatto che i due indagati si erano costituiti spontaneamente, ma soprattutto per questioni tecniche-temporali, non ha proceduto alla convalida del duplice fermo di indiziato di delitto chiesta dal pm Chiara D’Orefice, pur disponendo contestualmente l’accoglimento della richiesta di applicazione della custodia cautelare in carcere.


aggressione itri carabinieri agosto 2016 1Per adesso, dunque, niente libertà per il 35enne Polito e il 39enne Mattei, incensurati e difesi dagli avvocati Atena Agresti ed Antonio Fargiorgio. Ieri, nel corso dell’interrogatorio, hanno fornito la loro versione della vicenda, ricalcando sostanzialmente quanto dichiarato quando, dalle 19,30 circa di venerdì, i due si erano presentati spontaneamente, uno dopo l’altro, presso la Stazione dei carabinieri di Itri. Avevano parlato di una colluttazione col 41enne Calderini, pregiudicato, avvenuta proprio poco prima per questioni di soldi in località Calabretto: a loro dire, la vittima dell’aggressione avrebbe minacciato Polito per farsi restituire un prestito di 2mila euro. E’ proprio per discutere dei soldi, secondo le ricostruzioni, che i tre si erano accordati per vedersi quel pomeriggio. Appuntamento voluto da Polito e Mattei, ed andato avanti in tutta tranquillità fino alle coltellate, stando ai riscontri inferte mentre il terzetto si stava riavviando in auto dopo un giro a piedi, con Calderini reso momentaneamente inoffensivo per mezzo di spray urticante spruzzato negli occhi.

Due, i fendenti che hanno attinto il 41enne, uno al centro della schiena e uno alla spalla sinistra, colpi che sarebbero stati sferrati da Polito, sebbene lo stesso davanti al gip abbia invece affermato di averne affondato solo uno. Per una violenta aggressione che nonostante tutto aveva visto Calderini riuscire a sfuggire e quindi a dileguarsi, a piedi e ferito, per le campagne circostanti. Rintracciato dai carabinieri del comandante Giovanni Persico, è stato inizialmente ricoverato presso il “Dono Svizzero” di Formia, salvo poi firmare nella stessa nottata per le dimissioni nonostante una prognosi di un mese. Una volta ascoltato dai militari, al di là dell’aggressione, il 41enne ferito ha anche sostenuto di essere stato alleggerito da Polito e Mattei di circa 2mila euro in contanti contenuti nel marsupio, circostanza invece negata dai due arrestati in sede d’interrogatorio. Tra gli elementi che restano da chiarire – primo tra tutti l’esatto contesto in cui è maturato il tentato omicidio – la sorte dell’arma da taglio e dello spray.