Dio è morto (quarta puntata)

Ipotesi affascinanti, non credete?

Holy Diver" il primo album dei Dio
Holy Diver” il primo album dei Dio

«Siamo tutti addolorati per la perdita di Ronnie James Dio, su questo credo non ci sia ombra di dubbio, dico bene?»


«Ci mancherebbe altro, Dolly. Vai avanti.»

«Come – del resto – siamo tutti estremamente incazzati sul fatto che all’opinione pubblica di questa nostra Italia di merda, il tragico evento sia letteralmente rimbalzato. Le informazioni sono state filtrate così tanto, da ridursi a trafiletti in quei pochi notiziari che hanno avuto la bontà di occuparsi dell’accaduto. Io stessa mi aspettavo servizi che ricordassero le tappe – perlomeno quelle fondamentali – della sua vita artistica. Invece niente. Nemmeno – che ne so – su quei canali che mandano musica ventiquattr’ore al giorno. Sapete fin troppo bene quanto ha rotto il cazzo mtv quando Jackson ha tirato le cuoia.»

«Vabbè, Dolly, però Michael Jackson era comunque un personaggio.»

«E perché Dio non lo era, Ale’? Che fai, bestemmi?»

«Assolutamente. Volevo semplicemente dire che a modo suo Michael Jackson ha contribuito a far accostare con passione alla musica il mondo dei giovani.»

«Giovani. Bambini avresti dovuto dire. Quello era solo uno a cui piacevano i bambini. Un maledetto pedofilo. Rotto dentro al buco del culo, tra le altre cose. Uno che da sempre aveva rinnegato i suoi natali per far parte del mondo imbellettato di noi bianchi. Dico, ma vi rendete conto che viscido di merda?»

«Però pure ad Antropophagus piacciono i bambini.»

«Cazzo dici, Svizzero? Qua mica si sta parlando della succulenza delle carni tenere. Chi fa sesso coi bambini è l’esecrabilità fatta persona. E poi a me piace la sgnacchera pelosa. Quella imberbe mi fa solo venir voglia di mordere, straporcaccia la madonna.»

«Dolly, mi meraviglio. Tutta propaganda per sputtanarlo e fargli tirare fuori i soldoni. Quelli grossi. Non è mai stata accertata veramente quella storia della pedofilia. Accoglieva spesso i bambini in casa per donare loro un po’ di quella gioia a cui lui aveva dovuto rinunciare. Non scordare che per i genitori contava solo la carriera artistica. I contratti, le pubblicità, gli show milionari. In pratica lui bambino non lo era stato mai.»

«Cazzate, Ale’. La gioia la donava al suo uccello quando lo infilava nei condotti anali di quei poveretti. Se pure in gioventù fosse stato torturato, questo non gli dava il diritto di rifarsi con il prossimo, in special modo se minore o minorato, addirittura.»

«Io non ci ho mai creduto alla sua colpevolezza.»

PROSEGUE A PAGINA 5