Sequestro e rapina alla Unicredit di largo Don Bosco: due condanne

Sequestro e rapina alla Unicredit di largo Don Bosco: due condanne

Un vigilantes disarmato, 28 correntisti tenuti in ostaggio, con i polsi legati con delle fascette, 120mila euro in contanti e 130mila euro in preziosi trafugati dalle cassette di sicurezza spariti. Tutto con un colpo durato ben 40 minuti. Una rapina che conosce ben pochi precedenti sul territorio quella che venne messa a segno, il 30 dicembre 2004, ai danni dell’Unicredit di largo Don Bosco, a Latina.

E a distanza di 12 anni è ora arrivata la sentenza per i sei imputati, finiti sotto accusa dopo le indagini svolte dalla Mobile, partendo dal Dna estratto da mozziconi e altri oggetti recuperati nei pressi di un foro nella parete dell’istituto di credito, dal quale i banditi si erano introdotti nella notte.

Il Tribunale di Latina, presieduto dal giudice Pierfrancesco De Angelis, ha condannato Adolfo De Pascali, di Cisterna, e Alessio Martinelli, di Aprilia, a 8 anni di reclusione. Pene maggiori di quelle chieste dal pm Giuseppe Bontempo, che, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto 5 anni e 2 mesi per De Pascali e 6 per Martinelli. Assolto, invece, Cataldo Patruno, di Aprilia, detto “Blindo”, difeso dall’avvocato Maria Antonietta Cestra, ritenuto estraneo al colpo. E, scattata anche la prescrizione, assolti Sante Fragalà, Walter Vacca, di Aprilia, e la sorella Veruska Vacca.

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