Crac Formia Servizi, ora è certo: il Comune non vedrà un euro

Crac Formia Servizi, ora è certo: il Comune non vedrà un euro

Per il presunto danno erariale da quasi un milione e mezzo procurato dalla Formia Servizi alle casse comunali, il Comune di Formia, salvo eccezionali ed imprevedibili sorprese, non vedrà un centesimo di euro. E’ quanto emerge dalla decisione della Corte Suprema di Cassazione che ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Francesco e Andrea Sparagna per conto di Loredana Pugliese del consiglio di amministrazione della ex Formia Servizi che sin da 2014 avevano sostenuto la tesi che la Procura Regionale della Corte dei Conti del Lazio non fosse l’organo competente a decidere sul presunto danno erariale da un milione e quattrocentoventisettemila euro comprensivi del mancato pagamento di canoni al Comune per un totale di 205.172, 96 euro, mancato pagamento Tarsu e Tosap per 919.258,52 euro e abbattimento del valore sociale della quota del Comune per 303,281,48 euro.

“Difetto di giurisdizione”, dunque. Questa la risposta che la Suprema Corte ha dato ribadendo, anche questa volta e come in altri casi, che non vi è competenza della Corte dei Conti sulle società miste, come quella di Formia che si occupava delle strisce blu, e che se un ente pubblico si sente danneggiato deve fare causa promuovendo davanti al Tribunale ordinario un’azione di responsabilità contro i presunti autori degli sprechi. Ipotesi, questa, tramontata all’alba quando nel dicembre 2013 il Comune di Formia annunciò di non volersi costituire parte civile nel processo penale per bancarotta in corso a Latina, prossima udienza fissata il 15 novembre, e senza che mai, e non senza polemiche, sia stata nell’agenda dell’amministrazione l’ipotesi di una causa civile.

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