La Centrale Nucleare del Garigliano e il Piano di emergenza esterno… segreto

La Centrale Nucleare del Garigliano e il Piano di emergenza esterno… segreto

La Prefettura di Caserta risponde in modo laconico, quella di Latina tace da febbraio. E, intanto, il Piano di Emergenza Esterno della Centrale Nucleare del Garigliano a Sessa Aurunca è prossimo alla scadenza della revisione triennale prevista dalla legge senza che, di fatto, la cittadinanza sia mai stata messa a conoscenza delle prescrizioni previste.

Il tutto con un’indagine risalente al 2012 aperta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere per attività di gestione di rifiuti non autorizzata e scarichi abusivi di acque reflue industriali, i risultati delle analisi del Cisam, relativamente a quella inchiesta, anticipati ma tutt’ora secretati, un camino della Centrale definito da un Senatore della Repubblica “pericolante”, il tavolo della trasparenza che dovrebbe riunirsi in via ordinaria ogni tre mesi e, invece, non si tiene dal dicembre 2014, ultimo ma non ultimo l’attuale ministro Galletti che sul decommissioning al Garigliano ha recentemente affermato “speriamo che vada bene”.

La questione del Piano di Emergenza Esterno, collegata alla dismissione del sito nucleare, era stata sollevata nel febbraio scorso dai meet up 5 Stelle di Sessa Aurunca e del Golfo di Gaeta, e sostenuta dal senatore Sergio Puglia, dall’onorevole Luigi Gallo e dal consigliere regionale del Lazio Silvana Denicolò, con una richiesta di spiegazioni alle Prefetture coinvolte e ai comuni delle province di Latina e Caserta che sono particolarmente interessate alle conseguenze di un eventuale problema nel decommissioning ovvero Castelforte, Cellole, Formia, Gaeta, Itri, Minturno, Roccamonfina, Santi Cosma e Damiano.

 

A PAGINA 2 ‘LA DOMANDA E LA RISPOSTA DELLA PREFETTURA DI CASERTA’

A PAGINA 3 ‘L’ITER E QUELLO CHE IL PIANO DI EMERGENZA ESTERNA DEVE DIRE’

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