Consumo di suolo in Provincia di Latina, maglia nera nel Golfo per Formia, Gaeta e Minturno

Consumo di suolo in Provincia di Latina, maglia nera nel Golfo per Formia, Gaeta e Minturno

Insomma, pur essendo indicativa, non è certamente la percentuale di suolo consumata che da sola rende fedelmente il tornaconto della situazione. Perchè anzitutto va considerata anche la densità abitativa su quel suolo consumato, perchè è chiaro che ad una più alta densità è più logico corrisponde una più alta precentuale di insediamento umano. Per restare alle prime tre piazze nella Provincia di Latina, Gaeta ha una densità di 7mila abitanti per ettaro, ovvero 10mila metri quadrati, Minturno 4mila e 600 mentre a San Felice è a 2mila 700. Al seguente link è possibile analizzare tutte le località d’Italia spostando il mouse (link espressonline).

Una relazione che nella settimana nella quale si è parlato molto di inquinamento delle acque del mare nel golfo, con dure polemiche sugli insediamenti di allevamenti ittici e altri inquinamenti, una ulteriore mazzata agli equilibri ambientali arriva da questi dati piuttosto allarmanti. E’ bene ricordare infatti, prendendo a prestito le parole di un noto ricercatore dell’Ispra, Marco Munafò, che cosa sia il consumo del suolo: “L’occupazione di una superficie in origine agricola o naturale, un processo dovuto soprattutto alla costruzione di nuovi edifici, capannoni e insediamenti, all’espansione delle città. Oppure, altro caso, alla conversione di terreno in un’area urbana: come per esempio è successo a Milano nell’area dedicata a Expo. Oltre alla scomparsa di una risorsa non rinnovabile il problema è la perdita delle funzioni che essa ci assicura. In primo luogo la produzione agricola, con tutta una serie di servizi di regolazione dei cicli naturali come quello delle acque. Se il suolo viene sigillato questa capacità va persa, e aumenta per esempio il rischio di inondazione. Scompare anche il supporto alla biodiversità. Direttamente, perché sappiamo molto poco di quanta ce ne sia del suolo anche se possiamo stimare che un quarto delle specie del pianeta viva sotto terra. Ma anche indirettamente, perché trasformandolo abbiamo un impatto anche sulle aree dove il suolo non è consumato in maniera diretta”.

Il terreno, poi, è in grado di contenere il carbonio – molto più dell’atmosfera stessa – ma solo a condizione che non venga occupato artificialmente. “Abbiamo stimato – continua Munafò – che negli ultimi cinque anni il suolo consumato dalle nuove costruzioni e infrastrutture ha portato a una perdita equivalente alle emissioni di CO2 di quattro milioni di auto. Come se ci fosse il 10 percento di veicoli in più che gira per le strade“.

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