Sperlonga, il Piano integrato “bluff” e i privati beffati dai sigilli

Sperlonga, il Piano integrato “bluff” e i privati beffati dai sigilli

Il “lato oscuro” dei sequestri da 100 milioni di euro avvenuti la scorsa estate nella parte nuova di Sperlonga, quello finora passato in sordina, vede una sterminata schiera di privati inviperiti per quella che ritengono una situazione assurda. Non indagati, ma comunque direttamente investiti dai sigilli scaturiti dalla maxi-inchiesta della Procura di Latina sul Programma integrato “bluff”, che secondo l’ipotesi di reato avrebbe visto l’edilizia sociale illecitamente soppiantata da quella di natura speculativa. Stato di cose che ha lasciato decine di residenti e non disorientati, impegnati quasi giornalmente con le carte bollate e spesso costretti, tra le rate di mutui e quant’altro che vanno avanti, a difficoltà di natura economica che mai avrebbero immaginato. Del resto, nel lungo percorso per l’attuazione del Piano integrato, i privati coinvolti si erano completamente affidati alle mani della pubblica amministrazione.

Un "do ut des"... finito male

Un “do ut des”… finito male

Esempio indicativo, quello degli eredi del chirurgo Mario Vittorio Bonelli, originario di Roma e dai primi anni Venti del Novecento indimenticato medico del borgo rivierasco, dove mise su famiglia. Dal 1922 i Bonelli erano proprietari di una vasta area agricola ritrovatasi, a distanza di decenni, nel perimetro del Piano integrato. Quasi 8mila metri quadrati complessivi, al centro nel 2008 di una sorta di “do ut des”, allo stesso modo di tanti altri lotti. Più dell’80% del terreno venne donato al Comune per finalità di pubblica utilità, vedendovi sorgere tra le altre cose un incrocio sulla provinciale per Fondi, una strada (via Omero) e i relativi marciapiedi, oltre che parte delle cooperative di edilizia residenziale pubblica agevolata, vero motivo d’essere del successivamente contestato strumento urbanistico. La parte residua del terreno, rimasta ai Bonelli, divenne edificabile, con l’assegnazione di una determinata cubatura realizzata attraverso le agevolazioni fiscali per la prima casa. Un villino quadrifamiliare quasi ultimato, ma di cui gli eredi del vecchio medico del paese, due impiegati e un disoccupato, non possono usufruire. E chissà per quanto altro tempo ancora non potranno mettervi piede.

*La Stazione dei carabinieri*

La Stazione dei carabinieri

La prima casa? Un miraggio, dopo i sequestri. Quella che vedono alla stregua di beffa: “Come molti altri privati abbiamo donato alla collettività dei lotti, pagato gli oneri di urbanizzazione, le spese di frazionamento e voltura, le tasse, acceso mutui per costruire casa. Eppure ci ritroviamo impantanati”. Con gli appartamenti sigillati e, nel caso specifico, senza possibilità di terminare i lavori di rifinitura, mentre altri immobili che secondo le indagini ricadono nel Piano integrato “abusivo” sono, per un motivo o per un altro, usufruibili: non solo gli alloggi delle cooperative o la casa di riposo, ma anche la stessa Stazione dei carabinieri e diversi alberghi. Solo una porzione, comunque, degli oltre 140mila metri quadrati di territorio incappati nell’inchiesta e tuttora sotto sigilli, con la prima tranche dei ricorsi volti al dissequestro bocciata fino in Cassazione.

La prima casa diventata un miraggio, per gli eredi Bonelli

La prima casa diventata un miraggio, per gli eredi Bonelli

Parziali conferme della magistratura che, ad ogni modo, non servono a cancellare l’incredulità e l’amarezza di tanti privati. “Partendo da una denuncia politica (quella del consigliere d’opposizione Benito Di Fazio, dalla quale sono scaturite le indagini di carabinieri e Procura, ndr) è stata messa in discussione tutta l’area del Programma integrato, una procedura iniziata quasi venti anni fa”, dicono dalla famiglia Bonelli. “Un lungo periodo in cui si sono succedute innumerevoli pronunce, decisioni e pareri tecnici, con l’approvazione di amministrazioni comunali e regionali. Possibile che tutti abbiano preso un abbaglio?”. Abbaglio o meno, gli interessati sono sicuri: “Ci siamo solo affidati alla pubblica amministrazione, cedendo alcune aree e contribuendo alla riqualificazione. E, noi come tanti altri, riteniamo che i nostri lotti residui non siano computabili in tutta questa situazione”.

 

 

 

You must be logged in to post a comment Login

h24Social
[ff id="2"]