Festa della Liberazione, il commissario Strati ricorda il “sacrificio” di Minturno

Festa della Liberazione, il commissario Strati ricorda il “sacrificio” di Minturno

Sono trascorsi 71 anni dal 25 aprile 1945, giorno in cui l’Italia venne liberata. Fu l’epilogo di una dura lotta civile, dalla quale scaturì, per il nostro Paese, una nuova fase storica, una proficua stagione di progresso politico, sociale ed economico. Mi onoro di rappresentare, in tale ricorrenza, la Città di Minturno, decorata con la Medaglia d’Oro al Merito Civile. Tale grande ricompensa è stata attribuita al Gonfalone civico per sottolineare quali e quanti sacrifici il comprensorio minturnese sopportò durante la seconda guerra mondiale.

Negli anni 1943-44 il capoluogo ed i centri abitati di Scauri, Santa Maria Infante, Simonelli, Tufo, Tremensuoli e Pulcherini, situati a ridosso della “Linea Gustav”, furono teatro di durissimi scontri e di violenti bombardamenti, che provocarono ingenti danni ed oltre 700 vittime, tra civili e militari. Un immane sacrificio che si unì alle drammatiche vicende vissute, in quel medesimo periodo, dalle altre comunità del Basso Lazio, tormentate dal conflitto.

Il ricordo di tante storie di dolore deve alimentare il patrimonio ideale da consegnare alle nuove generazioni, affinché si consolidi sempre più il valore della solidarietà e si costruisca una vera cultura di pace. È questo il mio auspicio, in occasione del 71° anniversario della Liberazione.

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