Aggressione alla volontaria a Minturno, solidarietà da Libera Formia

Aggressione alla volontaria a Minturno, solidarietà da Libera Formia

“A corollario di un’atmosfera di incertezza e di intolleranza nei confronti dei migranti, preda della sindrome da assedio ed alimentata dagli allarmismi xenofobi dei profeti di sventura, che li identificano tutti come potenziali terroristi o parassiti, pochi giorni fa, a Scauri, al termine di una manifestazione a favore del referendum sulle trivelle, è stata aggredita Sabrina Yousfi, socia della cooperativa sociale “Alternata Silos”.

Annibale Mansillo del presidio Libera di Formia

Annibale Mansillo del presidio Libera di Formia

Lo ricorda il Presidio di Formia dell’Associazione Libera.

“Fortemente impegnata nell’accoglienza degli immigrati, aveva partecipato al progetto di pace “Melting Pot Europa”, carovana di associazioni, legali ed esperti di comunicazione che, lo scorso 25 marzo, si era recata nel campo profughi di Idomeni, dove centinaia di persone, in fuga dai teatri di guerra e di morte del Medio Oriente, premono sul confine macedone per proseguire il loro viaggio della speranza.

L’aggressione, concretizzatasi in un colpo di bastone sferrato sul capo nel silenzio della notte, non è la rappresentazione della mente malata di un solitario a cui, pur nell’esecrazione del gesto, piacerebbe o farebbe comodo dare credito, ma il naturale epilogo di una politica di intolleranza nei confronti del “diverso”, chiunque esso sia, e di chi lo accoglie e ne difende i diritti.

Un gesto vigliacco, razzista e sessista, perpetrato nel buio, nei confronti di un’attivista dei diritti umani e, soprattutto, di una donna, quasi come a volerne emarginare, con la violenza, il suo spirito d’iniziativa a favore degli altri. Al di là dell’aggressione, Libera denuncia anche il valore simbolico di questa violenza nei confronti del mondo femminile, secondo quelle tetre ideologie che si speravano estinte nel secolo scorso e che invece trovano sostegno nei moderni integralismi religiosi, dove le donne sono necessariamente confinate nel loro ruolo di spose e madri, avulse da ogni forma di impegno politico ed umanitario.

A Sabrina, che disimpegna anche il ruolo di insegnante d’italiano presso lo SPRAR di Itri, è rivolta la piena solidarietà del Presidio di Formia dell’Associazione Libera, che guarda con sgomento al clima di intolleranza che si sta diffondendo, lentamente ma inesorabilmente, sul territorio, espressione di nuove mafie che vedono nella cultura dell’esclusione e della violenza la possibilità di lucrare sulla manodopera dei nuovi schiavi, vessati dal caporalato nell’agricoltura oppure impiegati come manovalanza dalla criminalità organizzata”.

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