Maxi-truffa alla sede di Formia della Banca di Roma: reato prescritto

Il Tribunale di Latina

Si è concluso con un non luogo a procedere per intervenuta prescrizione del reato, il processo per la maxi-truffa alla sede di Formia della Banca di Roma. Un colpo gobbo che ha sfiorato i 400mila euro complessivi, “razziati” dall’istituto di credito sotto forma di finanziamenti.

Contratti di finanziamento a cifre anche molto consistenti, sistematicamente concessi a privati dietro la presentazione di documentazione – documenti d’identità, buste paga, tessere sanitarie – “apocrifa”. Carte farlocche, insomma. Un meccanismo ben oleato, e che secondo le indagini condotte a suo tempo poteva godere del pieno contributo dell’allora direttore, originario di Cassino. Sedici, i finanziamenti “impossibili” effettuati tra il 2007 e il 2008. Episodi che, dopo i primi accertamenti bancari, portarono a venti indagati. Dallo stesso direttore della Banca di Roma, passando per piccoli imprenditori, operai, casalinghe, disoccupati. Beneficiari – con identità o documenti contraffatti – che non potevano accedere al credito, quasi tutti residenti nella Piana di Fondi. Dove, stando alle investigazioni, risiedeva la “testa” del gruppo, associatasi al direttore in quella che è stata poi inquadrata come una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla truffa.


L'avvocato Lauretti
L’avvocato Lauretti

Un’articolata vicenda chiusa martedì davanti il Tribunale di Latina, con il collegio presieduto dal giudice Nicola Iansiti, a latere Maria Assunta Fosso e Luigi Giannantonio, che non ha potuto far altro che confermare l’avvenuta prescrizione dei reati contestati a vario titolo agli imputati. Diciassette in tutto, dato che tre dei venti indagati iniziali nel frattempo erano deceduti. In piedi, è rimasto un solo capo d’imputazione, a carico di un unico soggetto, un 40enne fondano considerato tra i promotori dell’associazione: accusato di ricettazione di titoli e carte di credito, la sua posizione è stata stralciata. Tra i componenti del pool difensivo, gli avvocati Giuseppe Lauretti, Maurizio Forte e Massimo Basile, Arnaldo Faiola ed Enzo Macari.