Prof assenteista ma il preside non ne prende nota: condannato

L'istituto Caboto di Gaeta

Non si sarebbe curato di annotare le tante assenza di una prof, né di segnalare la situazione all’Ufficio scolastico provinciale. Quell’insegnante era stata assegnata alla biblioteca, quando mancava non vi erano dunque problemi per la copertura delle lezioni e il preside finiva così per non esprimersi neppure sulle richieste di congedo da parte della professoressa. Il risultato, però, è stato che in tal modo, anziché consentire alla scuola di risolvere anticipatamente il rapporto con una prof “fantasma”, a quest’ultima è stata data la possibilità di non lavorare e di maturare i requisiti per la pensione. Tracciato tale quadro, con l’accusa di danno erariale, la Procura presso la Corte dei Conti ha mandato a giudizio l’ex dirigente scolastico dell’istituto nautico “Caboto” di Gaeta e i giudici contabili lo hanno ora condannato. Il risarcimento dovuto da Antonio Troisi al Ministero dell’istruzione è però di soli 15mila euro, a fronte dei 65.821 chiesti dalla Procura, visto che per i magistrati notevoli colpe nella vicenda le hanno anche gli amministrativi dell’istituto, che non sono però stati mandati a processo.

La prof sempre assente è stata messa a riposo, per inabilità, a fine dicembre 2007. L’insegnante, vedendosi contestare a quel punto anche le troppe assenze precedenti, ha fatto ricorso al giudice del lavoro di Latina, che ha emesso per lei una sentenza favorevole. Il limite di giorni in cui è possibile mancare a lavoro era stato abbondantemente superato dalla professoressa, ma non avendo avuto appunto contestazioni fino al 2007, per tutto il periodo prima della dichiarazione di inabilità gli stipendi ricevuti dovevano essere considerati legittimi e quegli anni calcolati per il diritto alla pensione. Una volta emerso il caso, nel 2008, dopo alcuni controlli dell’Ufficio scolastico provinciale, per il preside sono così iniziati i problemi.


“Evidenti – secondo la Corte dei Conti del Lazio – le responsabilità del convenuto e, questo collegio aggiunge, soprattutto del personale addetto agli uffici amministrativi di supporto, non citati dalla Procura, che di norma coadiuvano l’attività dirigenziale”. Essendo convinti i giudici che, se il dirigente scolastico avesse monitorato la situazione, il rapporto con la prof poteva essere chiuso già nel 2014, evitando notevoli esborsi al Miur, hanno evidenziato nella sentenza che Troisi avrebbe avuto una “inescusabile grave mancanza nello svolgimento delle funzioni”. Ed hanno così emesso la condanna al risarcimento.