Sperlonga, Piano integrato: i sigilli “milionari” restano

Uno dei sequestri nell'ambito del piano integrato
Corte di Cassazione
Corte di Cassazione

Ancora “disco rosso”, per i circa 140mila metri quadrati ricadenti nel Piano integrato sequestrati l’estate passata nella parte nuova di Sperlonga con l’ipotesi di reato di lottizzazione abusiva. Nei giorni scorsi la Cassazione si è espressa sul ricorso presentato dall’ex sindaco Armando Cusani e dal progettista del contestato Piano, Luca Conte, iscritti nel registro degli indagati assieme all’ex dirigente dell’Ufficio tecnico comunale Antonio Faiola:  le istanze volte al dissequestro sono state rispedite al mittente. Per ora i sigilli rimangono intatti.

Un caso che fece scalpore anche a livello nazionale, quello relativo al Piano integrato sperlongano, con sequestri pantagruelici. Tanto per l’estensione delle aree oggetto della misura cautelare, eseguita in più tornate dai carabinieri, quanto per il loro valore complessivo. Qualcosa come 100 milioni di euro circa. Decine, i lotti finiti al centro dell’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore di Latina Giuseppe Miliano.


Fazzoletti di territorio ancora spogli, cantieri appena inaugurati, immobili in costruzione, appartamenti abitati,parcheggi, spiazzi e strade comunali (lasciate ad ogni modo fruibili). Un po’ di tutto, nel listone con cui si trovarono ad armeggiare i militari dell’Arma nei giorni dei sigilli. Presenti nel decreto del gip Mara Mattioli ma solamente  sfiorati dai sequestri, tra l’altro, anche diversi alberghi. In odore di lottizzazione abusiva come pure – sembra una situazione surreale – la stessa Stazione locale dell’Arma, allo stesso modo “risparmiata”.