Operazione Don’t touch, Viola ai domiciliari

Una fase degli arresti a ottobre 2015

Domiciliari per Francesco Viola. Il 34enne di Latina, considerato dagli inquirenti uno degli esponenti dell’organizzazione criminale rom che avrebbe cercato di dettare legge nel capoluogo pontino, tra estorsioni e spaccio di droga, con tanto di intestazione fittizia dei beni, è fuori dal carcere.

Nei giorni scorsi a concedere a Viola i domiciliari era stata il gip Laura Matilde Campoli, affinché il giovane potesse avviare un percorso di recupero dalla tossicodipendenza. Alleggerita così la misura disposta per lui in Don’t touch, l’inchiesta sulla presunta associazione per delinquere in cui l’indagato è stato ritenuto il braccio destro del leader dell’ala militare, Angelo Travali detto “Palletta”, suo cognato, e in cui il 34enne è indagato per la detenzione illecita di armi da guerra, estorsioni e droga. Una vicenda per cui il latinense verrà processato il prossimo 14 aprile.


A lasciare in carcere Viola c’era però un’altra ordinanza, quella con cui, sempre insieme a Travali, venne arrestato a metà agosto dell’anno scorso, accusato di un’estorsione ai danni di un imprenditore di Latina. E anche per questa seconda misura, accogliendo la richiesta dei difensori, gli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Pammolli, il Tribunale del Riesame di Roma ha ora concesso al 34enne i domiciliari, facendolo così uscire di cella.