“Pinocchio a tre piazze”, ultimo appuntamento a Gaeta con il teatro per studenti

Lunedì 4 aprile al Teatro Ariston di Gaeta ultimo appuntamento della stagione “10 e Lode”, la rassegna di teatro per le scuole promossa dal Teatro Bertolt Brecht all’interno del progetto “Officine Culturali” della Regione Lazio e del riconoscimento del MibactIn scena il collettivo formiano con “Pinocchio a tre piazze”, l’ultima produzione di teatro per ragazzi per il riadattamento di Pompeo Perrone e la regia di Maurizio Stammati che ha debuttato la scorsa estate nell’ambito del Festival “Il Cancello delle favole” ed ha già riscosso grande successo in giro per l’Italia.

Oltre 300 ragazzi delle scuole dell’infanzia, elementari e medie di Formia, Gaeta, Sperlonga e Fondi riempiranno il teatro gaetano per una delle favole per eccellenza. Lo spettacolo, infatti, vuole essere il tentativo di raccontare con le tecniche del teatro d’attore e di figura la nota favola di Pinocchio. Allestimenti importanti, scale, trampoli, maschere e giganti, costumi, musiche zigane, danno vita ai famosi personaggi: Mangiafuoco, il Gatto e la Volpe, Lucignolo, la Fatina e Geppetto. Una girandola di colori, un festoso carnevale musicale per il burattino più famoso al mondo.


“Ultimo spettacolo di questa stagione per le scuole con la confermata sinergia con il Teatro Ariston di Gaeta con cui da sempre portiamo avanti le nostre rassegne scolastiche diventando un polo importante per il territorio. Speriamo che anche il Teatro Remigio Paone torni ad essere altrettanto, la sua chiusura non ci ha permesso di realizzare nella struttura formiana le nostre storiche stagioni creando un vuoto importante”- afferma il direttore artistico Maurizio Stammati e continua -“E’ notizia di questi giorni che il Miur finalmente ha riconosciuto il teatro come parte integrante dei programmi scolastici ministeriali. Attività che il Brecht ha iniziato 25 anni fa coinvolgendo le scuole non solo del territorio ma anche a livello nazionale ed internazionale. Il teatro rende migliori tutti, chi lo pratica e chi lo vive come spettatore. Da millenni offre la possibilità di vivere i fatti dell’anima come riflessi dell’esistenza”.