“Formia non può più aspettare”, melting pot alla Multisala del Mare

“Formia non può più aspettare”, melting pot alla Multisala del Mare

“Formia non può più aspettare”, alla Multisala del Mare il dibattito politico sul futuro della città

di Marco Macca

“Una piantina, da coltivare tutti insieme per il bene di Formia, della nostra città. Per far sì che questo sia solo l’inizio, il punto di partenza per una nuova era politica che metta al centro dei suoi obiettivi i cittadini e tutti coloro che hanno voglia di cambiamento”. La piantina in questione è il futuro. Della città, della sua comunità, della sua struttura politica. Al Cinema Multisala del Mare (l’amministrazione comunale ha negato agli organizzatori l’utilizzo del teatro Remigio Paone) è stata una mattinata vissuta tra il dibattito e il dialogo politico, civile e culturale. Senza voglia di polemica verso gli attuali governanti di Formia, almeno in teoria, ma con la volontà di creare un dibattito costruttivo e mettersi alle spalle quasi trent’anni di doppia guida politica Forte – Bartolomeo per smuovere un immobilismo dilagante all’interno della vita della città.

pubblico multisala formia“Formia non può più aspettare”. Questo il titolo chiaro e diretto dell’evento, moderato dai giornalisti Saverio Forte e Sandra Cervone. Poco più di due ore in cui si sono succeduti (ex) esponenti di varie fazioni politiche e cittadini di varie estrazioni sociali. Toni pacati, ma con la fermezza di chi ha preso consapevolezza delle difficoltà trasversali della città, che negli ultimi 20 anni ha disperso gran parte delle proprie potenziali risorse dal punto di vista turistico, infrastrutturale e commerciale.

di nucci

Gianni Di Nucci

UNA CITTA’ NORMALE – “Formia deve tornare ad essere una città normale, senza progetti faraonici difficili da sostenere, ma con la necessaria attenzione ai dettagli che sono fondamentali per una città come la nostra”, il pensiero di Gianni Di Nucci, il primo a prendere la parola. “Nella nostra zona mancano progetti davvero validi. Siamo l’unica città che con 40mila abitanti o poco più non ha un vero e proprio palazzetto dello sport, un vero teatro, un vero laboratorio culturale accessibile a tutte le famiglie di varie estrazioni sociali”.

“In questa città non si produce praticamente nulla – l’opinione dell’orgogliosamente “fascista” Giuseppe Maria Valenti -, quando ci sono paesi a noi limitrofi come Cassino che sanno sfruttare molto meglio le risorse a loro disposizione, pur avendone in misura nettamente inferiore rispetto alla nostra. Dobbiamo sfruttare le nuove tecnologie – ha continuato Valenti -, creando servizi e rilanciando commercio e turismo”.

Giusy Porceddu

Giusy Porceddu

UMILTA’, CORAGGIO E INFORMAZIONE – “Quello che manca davvero a questa città è l’umiltà – il pensiero di Francesco De Meo -, di chi ha in mano le sorti di Formia. Bisogna ascoltare i cittadini, camminare fra loro e capire quali sono i loro bisogni. Non farlo è sintomo di presunzione che può creare solo distanza ulteriore con la politica, che è già tantissima”. Giusy Porceddu, già candidata in Consiglio comunale, rincara la dose: “Il cambiamento di Formia deve partire prima di tutto dai formiani e dalla loro mentalità. Non sono originaria di qui, ma sento questa città come mia e ho capito che per guidare questo paese servono, oltre che umiltà, anche coraggio e informazione. Tutti devono sapere quello che accade, serve trasparenza”.

amato la mura

Amato La Mura

INTERESSI – E se c’è chi, come Sandro Zangrillo (consigliere comunale del Pd in netto contrasto con l’attuale Sindaco) e Gaetano Quercia (ex consigliere comunale della stessa area), si è scagliato contro le amministrazioni comunali degli ultimi 20-30 anni, colpevoli di aver sperperato denaro e di non aver posto rimedio all’immobilismo politico a cui Formia andava progressivamente incontro, c’è anche chi, come Amato La Mura (consigliere comunale Udc), ha posto l’accento in maniera ferma e decisa contro i governanti presenti e passati: “In questa città – le sue parole – si è sempre guardato troppo agli interessi personali di chi era o è a capo di Formia. Questa gente con me non potrà mai sedere al tavolo in maniera seria e costruttiva. Bisogna ripartire da zero, mettendo al centro questo paese e la sua cittadinanza, altrimenti non andremo mai da nessuna parte. E’ impossibile pensare che gli interessi di pochi scavalchino quelli di molti”.

sandro zangrillo

Sandro Zangrillo

NUOVA POLITICA – “Formia deve capire – le parole invece di Sandro Zangrillo – che un certo tipo di politica, con le difficoltà e la cultura di oggi – non può più essere messa in atto. Serve una classe dirigente con un’apertura mentale diversa e una cultura nuova. Ora a pagare sono i cittadini, per qualsiasi cosa. Anche per le azioni delle precedenti amministrazioni, che hanno sperperato troppo denaro. Se si vuole fare il bene della città, è possibile governare insieme, anche con appartenenti a fazioni politiche di ideologie opposte”.

lo rocco

Antonio Di Rocco

TUTTI INSIEME – Antonio Di Rocco, consigliere comunale Udc, dà la disponibilità a intraprendere un dialogo comune anche nelle sedi istituzionali: “Oggi deve essere un punto di partenza per una nuova storia di Formia – il suo pensiero – e se questo significa intraprendere un percorso e un discorso tutti insieme, siamo disposti a farlo. Dobbiamo sfruttare meglio le risorse che l’Unione Europea ci mette a disposizione e utilizzarle per il turismo con servizi all’altezza”.

Giuseppe Masiello

Mario Taglialatela

Giuseppe Masiello

Giuseppe Masiello

E poi Giuseppe Masiello, ex assessore all’urbanistica di Formia e tra i promotori dell’incontro, Mario Ruggeri di Generazione Formia, Salvatore Orsini (ex consigliere comunale del Pdl), l’ex segretario comunale Mario Taglialatela. Molti esponenti della politica passata e presente hanno preso la parola, tutti con lo stesso monito: “Non possiamo e non vogliamo più aspettare”. Un appello al quale si sono aggiunti anche altri cittadini intervenuti durante la kermesse. L’appello è lanciato, il seme piantato. Crescerà?

A PAGINA 2 “Una, nessuna, centomila Formia” di Francesco Furlan

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