L’Anas chiude l’Appia tra Itri e Fondi per tagliare pini, scoppia la polemica

E’ bastato che l’Anas comunicasse che, per consentire il taglio e la sistemazione di alcuni alberi ad alto fusto lungo la statale 7 “Appia”, tra Itri e Fondi (dal km 127,980 al km 127,550), saranno necessarie limitazioni provvisorie al transito su quel tratto di carreggiata, per far scoppiare la rabbia degli utenti della consolare, comunque già allertati da precedenti notizie di stampa che preannunciavano il disagio alla ripresa delle lezioni dopo le vacanze pasquali, criticità puntualmente poi giunta.

Infatti, per eliminare circa duemila pini aggettanti sulla carreggiata sia per la loro altezza (anche di dodici metri) sia per gli effetti del fuoco che ne ha reso precario l’equilibrio, il tratto sarà chiuso al traffico in entrambe le direzioni tra le 10:00 e le 16:00 dal 4  all’11 aprile. Il traffico verso sud sarà deviato sulla provinciale Fondi Sperlonga e sulla regionale 213 “Flacca” fino a reimmettersi sulla statale Appia a Formia. Il traffico verso nord sarà deviato, a Formia, sulla regionale 213 “Flacca” in direzione Sperlonga/Roma per chi procede per Terracina e sulla Sperlonga-Fondi per chi è diretto alla Piana (Fondi, Lenola, Monte S. Biagio).


Questi i tanti motivi della protesta: a Fondi si recano la mattina centinaia di studenti che frequentano l’ITIS “Pacinotti”. Provengono da Itri, Formia e altri centri del sud oltre che da fuori provincia. Altri frequentano l’ITC “De Libero” o il classico “Gobetti”. Diversi anche gli studenti delle scuole pareggiate operanti nella città della Piana che provengono dal sud e che utilizzano la consolare Appia. Da Fondi, oltre che da Lenola e Monte S. Biagio, scendono, poi, a Formia alunni dell’istituto per geometri “Tallini”. Dopo che la notizia, svuotatasi dal dubbio che potesse trattarsi del classico Pesce d’Aprile, è apparsa drammaticamente veritiera nella sua portata, la maggior parte delle famiglie, preoccupate di sapere i loro figli minori vagare per oltre tre ore dall’uscita della scuola, sia a Fondi (per quanti frequentano le classi degli istituti della cittadina), sia a Formia (per quanti si recano a studiare nelle strutture scolastiche del golfo)  ha lasciato intendere di essere propense a far restare a casa i figli: se viene garantita la puntualità per l’entrata, non viene, invece, assicurato il ritorno prima di almeno tre ore (dato che il cantiere termina i lavori alle 16,00) per cui i minori vagherebbero senza controllo, extra moenia.

Anche altre categorie di cittadini resteranno penalizzati: presso il commissariato PS di Fondi diretto dal vicequestore Massimo Mazio (che ha i suoi orari di apertura al pubblico nella mattinata) si recano decine di itrani ogni giorno. Altrettanto accade per chi si reca presso l’ospedale “San Giovanni di Dio”, il Mof, e altre attività commerciali e artigianali per cui Fondi va per la maggiore sia per i prezzi bassi praticati che per il vasto campionario. “Perché – ci si chiede in tanti- gli alberi non vengono tagliati come si tempera un lapis, cioè a pezzettini, legati alla cima e gettando verso monte i piccoli cilindri di legno segati, anziché tagliare alla base i lunghi pini, farli cadere sulla carreggiata e farli a pezzi, lavorando il tutto sull’asfalto? Oppure, perché non concedere trenta minuti di transito all’orario di uscita delle scuole, per far veicolare i pullmans?” A cavalcare la tigre della polemica i tanti che, specie a Itri, avevano auspicato, nel 2005, la realizzazione del Corridoio Tirrenico, una strada a scorrimento veloce capace di collegare Fiumicino con il Garigliano ed evitando al traffico di attraversare le gole impervie dell’Appia o la litoranea “Flacca”, stracolma di bagnanti.

“Alla minima criticità, e questa non è la prima – hanno aggiunto i sostenitori del Corridoio Tirrenico che addebitano alla mancanza dell’infrastruttura viaria la quotidiana lentezza che si registra nell’attraversamento di Fondi e Itri, sull’Appia, o di Gaeta e Formia sulla Flacca – c’è la paralisi totale”. Gli unici ad essere contenti, e non ne fanno mistero, gli studenti che, al rientro dalle ferie pasquali, godranno di altri sette giorni di vacanze! “Per noi – ci confida Guido alunno dell’ITIS Pacinotti di Fondi – non tutti i mali vengono per nuocere, anche perché resterà da vedere cosa faranno gli studenti a nord del “muro sull’Appia” quando vedranno le classi semivuote!”. Forse anche loro, responsabilmente come i colleghi, se ne resteranno a casa per … studiare a tempo pieno, anziché perdere oltre tre ore dopo la fine delle lezioni, aspettando il primo pullman Cotral che riprenderà a funzionare dopo le ore 16,00! E, scusate, se questo non è un Pesce d’Aprile, come vogliamo chiamarlo: una Befana giunta con tre mesi di ritardo?…!!!”.