Intitolazioni a politici scomparsi, Noi con Salvini: “Pensiamo prima ai problemi dei cittadini”

Sul “pasticciaccio brutto” delle mancate intitolazioni a politici scomparsi di aree pubbliche o altro, vogliamo anche noi come sempre, non solo esprimere una opinione ma anche fare una proposta. Partiamo dal presupposto che ci sono evidenti ragioni di inopportunità verso questa operazione, che suona come una inutile auto celebrazione della politica apriliana fatto salvo però, dal canto nostro, il valore delle figure tirate in ballo. Senza nulla togliere alla memoria e alla valenza di tali personalità riteniamo che la politica tutta, debba comprendere come in questo delicato momento anche i gesti simbolici hanno un valore.

Ci sarà di tempo per intitolare strade, aule o quant’altro a politici apriliani scomparsi, ma prima la presunta classe dirigente apriliana deve risolvere le annose e gravi emergenze a cui i cittadini ogni giorno soggiaciono, e solo dopo sarà giusto e doveroso riconoscere ai politici e non semplicemente agli uomini, tutti gli onori del caso. Ripetiamo nulla contro le figure umane ma assolutamente contrari alle improvvise smanie neo fondative o a casi di febbre da inaugurazione. Se proprio vuole la politica apriliana può guardarsi attorno e vedere come i cittadini di recente abbiano dato l’esempio mentre loro erano in altre faccende affaccendati. Ci riferiamo al Muro del Ricordo di Via Monteverdi, uno spazio rimasto per anni abbandonato e preda del vandalismo e che ora grazie all’impegno di tantissimi cittadini, soprattutto giovani ma non solo, è divenuto uno degli angoli più belli della città.


Tutto ciò fatto senza nemmeno un centesimo di soldi pubblici. Questi ragazzi si sono autotassati per comprare le piante per ripopolare le aiuole rimaste per un decennio deserte e hanno raccolto fondi per la messa in opera dello splendido murales dedicato a decine di giovani apriliani scomparsi prematuramente la maggior parte dei quali per incidente stradale. Qualche mese fa è pervenuta all’Amministrazione comunale la proposta di far assurgere quest’opera a “monumento cittadino” ma da allora non si è avuta alcuna risposta. Ecco cosa sarebbe meglio fare, rendersi conto che i cittadini sono stati in grado di dare un esempio fattivo alla politica di come si riqualifica un territorio a costo zero per la comunità. I politici invece di auto celebrarsi prendessero esempio. Invece di mandare inutili e ridicoli provvedimenti di “diffida”, chi amministra questa città e i loro tecnici (ai quali è stato conferito troppo potere!) dovrebbero uscire più spesso dai loro uffici e comprendere come la cittadinanza molto spesso sia anni luce avanti a loro sia dal punto di vista della sensibilità che dell’agire concretamente.