Fondi, sciopero della fame per la nonna stalker

La nonna stalker è tornata in libertà. E, annunciando una richiesta di risarcimento, ha appena iniziato uno sciopero della fame. Messo in campo nonostante una recente ischemia.

Una delicata vicenda che vede come principale protagonista P.L., 72enne di Fondi finita in manette agli inizi di marzo dello scorso anno assieme al marito, il 76enne S.Z., in aggravamento di una precedente misura cautelare dovuta a comportamenti persecutori. Un divieto di avvicinamento alla figlia, a suo marito, ai loro tre figli e ai suoceri, che gli anziani avrebbero violato sul finire del 2014 con un’aggressione verbale e poi fisica nei confronti di una nipote, minorenne, nel bel mezzo della strada. Almeno stando alla denuncia di quest’ultima, che, nonostante le contestazioni degli interessati, portò appunto il Tribunale di Latina a decidere per l’inasprimento della misura: dal 9 marzo 2015, moglie e marito chiusi in casa, colpiti da custodia cautelare. Con la donna negli ultimi quattro mesi ai domiciliari malgrado un attacco ischemico che ancora oggi la costringe sulla sedia a rotelle.


Per quell’aggressione del 2014 e per un altro episodio simile la coppia di ultrasettantenni, difesa dall’avvocato Giulio Mastrobattista, è stata condannata per il reato di stalking a un anno e un mese di reclusione proprio nei giorni scorsi, il 14 marzo, vedendo tra l’altro cadere alcuni degli iniziali capi d’imputazione. Tra una manciata di giorni, a conti fatti, fine pena. Mentre il marito potrà uscire di casa a breve, la consorte è stata scarcerata ieri: il Tribunale del Riesame di Roma ha infatti accolto le istanze presentate dalla 72enne in relazione all’ordinanza di custodia cautelare dello scorso anno, contestualmente annullata.

Quella che l’interessata ha visto come una sorta di beffa, dato che tra circa una settimana sarebbe stata ugualmente libera. Dopo oltre un anno passato ai domiciliari ingiustamente, a suo dire. Tanto che da ieri, non appena venuta a conoscenza della decisione del Riesame, ha deciso per una presa di posizione eclatante: per protesta smetterà di mangiare. Sciopero della fame. E, come detto in apertura, l’intenzione di batter cassa: il suo legale ha anticipato una prossima richiesta di risarcimento danni.