Asl di Latina, il primo circolo del Pd di Formia scrive in Regione

Torna a farsi sentire il coordinatore del primo circolo del Partito Democratico, “Giuseppe Piancastelli – Giuseppe Diana” di Formia con una lettera aperta, postata sul profilo facebook del partito, al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al responsabile della cabina di regia sanità della Regione Alessio D’Amato. Tema della missiva: la sanità e l’attuale situazione dell’Asl di Latina.

Francesco Carta
Francesco Carta

“Come è noto – scrive Carta – Michele Caporossi ha lasciato la Direzione dell’ASL. E’ stato sostituito da Giorgio Casati come facente funzioni. Il direttore sanitario Alfredo Cordoni andrà via il primo Maggio prossimo e chi lo sostituirà avrà bisogno di un periodo di rodaggio. La nostra Azienda, già difficile da gestire perché di grandi dimensioni e organizzata in una provincia stretta e lunga, avrà ulteriori problemi. Bisognerà aggiornare gli indirizzi strategici e predisporre un nuovo atto aziendale. Quello vecchio del Dicembre 2014, approvato dalla conferenza dei Sindaci, dopo l’intermezzo “Polverini” in cui non fu fatta programmazione alcuna, va aggiornato alla situazione esistente e agli indirizzi futuri. L’ASL Latina, durante le direzioni Petti-Coiro, aveva recuperato molto in termini di prestazioni richieste nelle ASL di Roma e le strutture private, soprattutto verso quelle campane.


asl-latinaNel 2013, il 51% dei ricoveri avveniva fuori ASL, sia in strutture pubbliche che private, mentre il resto delle prestazioni, pari al 49%, veniva erogato dalle strutture della nostra provincia. Nel 2014 la tendenza si accentuava con il 53% dei ricoveri in altre strutture private e pubbliche (ASL fuori provincia) mentre scendevano al 47% quelle realizzate negli ospedali della ASL di Latina. I dati del 2015, di cui non abbiamo ancora notizia, ci fanno presumere un ulteriore aumento del predetto differenziale.

Dunque i fenomeni di migrazione sanitaria sono ripresi ed aumentati e tutto lascia presagire che se non si darà una sterzata questo andamento incrementerà ancora con disagi notevoli da parte dei cittadini, soprattutto quelli delle aree sud della provincia. Di fronte a questi problemi non si può tenere la Direzione dell’Azienda in uno stato così precario con il ricambio dell’intera terna dirigenziale in neanche due anni (Direttore Aziendale, Amministrativo e Sanitario). Non solo ma occorre decidere una buona volta cosa si vuol fare in questa area del Lazio meridionale tenuto conto che la Provincia, come Istituzione, è in via di superamento. Se si riconosce all’area sud il confinamento geografico, problema storico tant’è che la rete ospedaliera fin dal dopoguerra fu strutturata attorno ai due ospedali provinciali, il “Santa Maria Goretti” a Latina e il “Dono Svizzero” a Formia, occorre stabilire quali servizi, risorse ed interventi si rendano strettamente necessari a Nord come a Sud. Nell’Atto Aziendale vigente, per quanto riguarda il “Dono Svizzero”, non ci sono più le strutture complesse di Radiologia, Anestesia/Rianimazione e Patologia Clinica.

Ospedale Dono Svizzero
Ospedale Dono Svizzero

L’impegno di Caporossi, nella Conferenza dei Sindaci e all’approvazione dell’Atto di indirizzo, fu quello di riattivarle non appena possibile. Siamo ora ad una situazione veramente insostenibile. Nel 2010 presso l’ospedale di Gaeta avvenivano ancora 1700 prestazioni di chirurgia minore (ernie, cataratte, IVG e altro) oggi, nell’ospedale di Formia, con le sale operatorie intasate da tutte le specialità chirurgiche, quei numeri sono assolutamente inimmaginabili. Vi sono reparti il cui personale è ridotto allo stremo, in primis la Cardiologia dove è fermo il concorso di Primario, l’Emodinamica resta ancora disponibile nelle sei ore dei giorni feriali ed i medici andati in pensione non vengono sostituiti. L’Elettrofisiologia resta con un solo addetto che non riesce a far fronte ai bisogni di nuovi impianti ed ai controlli ambulatoriali di circa 2500 per complessive 4500 prestazioni (dati C.U.P. 2015). In grossa difficoltà ci sono anche altri reparti, dall’Ortopedia alla Chirurgia ed al Pronto Soccorso. Nel recente passato, con il pensionamento del Chirurgo Urologo, non sostituito, anche l’Urologia ha cessato di esistere. Attualmente le consulenze e le visite specialistiche si fanno a Latina.

La Struttura Semplice Dipartimentale di Endoscopia Digestiva, dopo il pensionamento del dottor Antonio Orgera, rischia di saltare e finire centralizzata su Latina. Eppure Formia è sede di Dipartimento di Emergenza ed Accettazione e non può ridursi alla penuria di personale e ad una ristrutturazione disarticolata, conseguente ai pensionamenti di medici esperti che per anni hanno garantito i servizi. Va selezionato e formato il ricambio. Per questo appare indispensabile ed urgente decidere della Direzione Aziendale, fare il punto della situazione e dare direttive certe per qualificare la rete assistenziale dell’ASL di Latina”.