Al Comune di Minturno “una generalizzata violazione delle norme di contabilità pubblica”

Il Comune di Minturno

Dagli appalti ai debiti fuori bilancio, dall’utilizzo dei progetti obiettivo agli incarichi dirigenziali, passando per le varie assunzioni, la Ragioneria dello Stato torna a censurare pesantemente la gestione del Comune di Minturno, bocciando l’operato di tre giunte: quella di Aristide Galasso, quella di Pino Sardelli e quella di Paolo Graziano. “Si rileva una generalizzata violazione delle norme di contabilità pubblica”, scrive in una relazione di 110 pagine l’ispettore Ermanno Piteo, che ha passato ai raggi X l’operato dell’ente dal 2010 al 2015, tracciando un quadro ben peggiore di quello emerso nei precedenti controlli del 2006.

mefLa Ragioneria dello Stato, espressione del Ministero dell’economia e finanze, ha evidenziato problemi sugli appalti, a partire da quelli sui rifiuti, già oggetto di inchieste e processi sul fronte penale, censurando sia le proroghe ad Asa che la gestione Ecocar. Problemi sono poi emersi con la contrattazione decentrata e i progetti obiettivo, visto che sarebbero stati anche approvati progetti prima di prevedere i relativi fondi per portarli a termine, oltre che con i debiti fuori bilancio. Per l’ispettore Piteo, inoltre, non sarebbero stati rispettati gli obblighi sui tagli alle spese per il personale, facendo un ricorso irregolare alle assunzioni a tempo determinato soprattutto per i vigili urbani. Da bocciare poi le collaborazioni nello staff del sindaco Aristide Galasso e il mancato rispetto dei limiti di spesa da parte di Graziano. Irregolare è stato considerato pure l’incarico di responsabile di un servizio dato a Francescopaolo D’Elia, dipendente della Provincia, in quanto lo stesso sarebbe stato incompatibile, essendo stato allo stesso tempo assessore al Comune di Formia. E criticate pesantemente le diverse indennità riconosciute al personale.


In sostanza un pesante atto d’accusa su cinque anni di vita amministrativa minturnese.