Parco giochi gratuito a Trivio, “il Comitato voleva l’area per sè, ci sono altre priorità”

Riceviamo e pubblichiamo un interessante punto di vista del signor Vincenzo Marfella a commento di una notizia pubblicata qualche giorno fa circa la possibilità offerta dal Comitato X Trivio di realizzare un’area giochi gratuita – la prima nel quartiere – e del fatto che l’amministrazione comunale di Formia non abbia ancora espresso alcun parere nonostante gli innumerevoli benefici che si potrebbero ottenere come contenuti nell’iniziativa e come si può leggere nell’articolo.

Corre tuttavia l’obbligo di precisare che, a differenza da quanto scrive Marfella, i contenuti dell’articoli e i virgolettati riportati non sono ad opera di articolisti della redazione di H24che nulla quindi maginificano come egli afferma, né tantomeno tentano di stupire alcuno – ma dello stesso comitato presieduto da Nino de Meo. Infine Marfella pone l’accento sul fatto che l’area non è il caso di affidarla a cittadini, seppure riuniti in comitati, ritenendo prioritario altre opere di “urbanizzazione”. Ecco il suo intervento.


“Qualche giorno fa, su questo stesso sito, è stato pubblicato un articolo riguardante una piccola area di Trivio sulla quale il Comitato per Trivio propone di realizzare “un’area giochi per i più piccoli. L’autore dell’articolo magnificando l’iniziativa del Comitato, disponibile a fornire gratuitamente materiali e manodopera, lasciando a carico dell’Amministrazione comunale solo “una minima spesa”, si lamenta del comportamento troppo passivo del Comune colpevole di non aver subito colto al volo questa meravigliosa opportunità. E per stupire ancora di più i lettori, precisa che il tutto sarebbe realizzato con materiali naturali per “sensibilizzare i futuri fruitori al rispetto della cosa pubblica”. Poi, si lamenta dell’atteggiamento del “politico di turno” che avrebbe promesso (in cambio di cosa?) mari e monti e successivamente non avrebbe mantenuto le promesse elettorali. Questo, in estrema sintesi, i contenuti dell’articolo apparso che si ritiene opportuno riassumere per dare modo ai lettori di comprendere quanto di seguito si andrà a riportare, solo ai fini di una corretta informazione dell’opinione pubblica.

Corre l’obbligo di precisare, infatti, quanto segue:

– Premesso che in quella zona non sono state ancora completate le opere di urbanizzazione primaria, le strade non sono ancora state poste in sicurezza, non è stata ancora completata la rete di illuminazione pubblica, non è stato ancora istituito un servizio di spazzamento stradale (né meccanizzato, né manuale) ci si chiede per quale motivo l’Amministrazione, pur avendoli, dovrebbe spendere anche pochi soldi per realizzare qualcosa di diverso da quello che, si ripete, non è stato ancora completato?

– Quell’area, inoltre, in modo assolutamente irresponsabile, è stata tenuta aperta per un lungo periodo nel corso del quale i cittadini sono stati letteralmente abbandonati al loro destino lasciando che orde di scalmanati (non certo bambini) ogni giorno, per tutto il giorno, producessero un tale disagio da costringerli a chiudersi in casa per evitare i rumori molesti e le pallonate in testa. E’ quasi superfluo aggiungere che vivere in queste condizioni, per un periodo così lungo, ha già causato seri danni alla salute degli abitanti del posto e minato il loro equilibrio psico-fisico. Solo grazie ai numerosi esposti presentati a tutte le autorità competenti è stato possibile porre fine al disagio e, pertanto, oggi l’area è chiusa e si spera che le chiavi di accesso siano state consegnate agli Uffici comunali competenti.

Tutto ciò premesso, ci viene ancora spontanea una domanda: per quale motivo l’Amministrazione comunale dovrebbe rinunciare ad esercitare una delle sue funzioni amministrative più significative ( di gestioni degli spazi pubblici ) per affidarla a privati cittadini, seppure costituiti in comitati? Quale diritto si intenderebbe acquisire sull’area col pretesto dei lavori eseguiti?

Nel citato articolo, apparso sul sito nei giorni scorsi, c’è anche un accenno, non del tutto marginale, al problema di una pratica politica clientelare che viene esercitata in modo sistematico e che si vorrebbe definitivamente eliminata. Lodevole aspirazione, peccato però che essa non sia perfettamente in linea col comportamento tenuto dal Comitato per Trivio che ha già provato in un recente passato, con provvedimento “ad personam” e in modo assolutamente irregolare, di farsi assegnare proprio l’area in questione. E allora ci viene naturale fornire uno spunto di riflessione rivolto a tutti i lettori più attenti e a tutti quelli che hanno vissuto sulla loro pelle le conseguenze di tale esecrabile sistema clientelare. Per venirne fuori, ad opinione di chi scrive, basterebbe evitare di andare a chiedere per sé favori, elargizioni, concessioni e quant’altro e pretendere, invece, che l’Istituzione svolga fino in fondo il suo ruolo in modo puntuale, trasparente e a beneficio di tutti i cittadini, non solo per una parte di essi.

Si ringrazia per l’attenzione accordata”.