Fondi, omicidio Zuena: Fragione poteva fuggire ancora

Il momento del fermo a Napoli da parte della polizia

Dopo il delitto a Fondi, poteva allontanarsi ulteriormente. Ben oltre Napoli, dov’è stato fermato quattro giorni dopo il fatto di sangue. Una fuga all’estero, magari in territorio iberico, per il 34enne Antonio Fragione, accusato del brutale omicidio del prozio Vincenzo Zuena, il 79enne d’origine sperlongana ucciso lunedì scorso nel proprio appartamento di Fondi con circa 30 coltellate al torace. Ipotesi investigativa, quella di una possibile nuova fuga dell’indagato oltre i confini nazionali, con tutta probabilità allacciata a determinati riscontri in tal senso, e che ha portato Procura di Latina e polizia ad accelerare in maniera ancor più decisiva la tempistica per le manette, arrivate nella primissima mattinata di venerdì presso la stazione partenopea di piazza Garibaldi, area in cui Fragione si trovava da giorni in compagnia di alcuni tossicomani.

Il bottino “bruciato”


Secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine, il 34enne, su cui pendono gravissimi indizi di colpevolezza, appena fuggito dalla palazzina della Piana teatro del massacro dell’anziano parente ha trovato rifugio in un piccolo albergo nei pressi dello scalo ferroviario napoletano. Poi, in attesa di organizzarsi per un’eventuale fuga, Fragione era di fatto rimasto in strada, accompagnandosi con le comitive di sbandati gravitanti attorno piazza Garibaldi. I soldi che aveva con sé erano finiti. Quelli che stando alle indagini ha trafugato dall’appartamento di via Madonna delle Grazie dopo aver ucciso Zuena, che era andato inconsapevolmente ad aprire la porta di casa al suo assassino. Poche centinaia di euro in tutto, il bottino della mattanza. Denaro svanito subito, rendendo ancor più incredibile e inutile il delitto di lunedì 14. In parte è stato speso per l’albergo, in parte – 150 euro – per fuggire a margine dell’omicidio a bordo del taxi con base a Formia sequestrato nel frattempo, su cui sono state repertate diverse tracce di sangue attualmente al vaglio dei laboratori capitolini della polizia scientifica. La somma residua, potrebbe essere volata velocemente via in droga.

Le prime ammissioni

Accusato di omicidio a scopo di rapina pluriaggravato da premeditazione, futili motivi e uso di armi – un coltello da prosciutto reperito con una scusa nel bar confinante con casa della vittima -, da venerdì Fragione si trova ristretto nel carcere di Poggioreale. Una volta fermato ha chiesto di essere interrogato, portando in Campania, presso la Questura di Napoli, il pubblico ministero di Latina Cristina Pigozzo. Un confronto protrattosi per oltre quattro ore, e che, nonostante diversi buchi, ha visto il 34enne presunto killer assumersi la piena responsabilità di quanto accaduto. Nella giornata di ieri erano in programma l’interrogatorio di garanzia davanti il gip di Napoli e l’annessa convalida del fermo di indiziato di delitto, i cui esiti, in attesa della trasmissione degli atti al gip di Latina, saranno resi noti oggi.