Nuovo attentato a Santi Cosma. L’ombra del Racket nel sudpontino che lega gli ultimi episodi

Nuovo attentato a Santi Cosma. L’ombra del Racket nel sudpontino che lega gli ultimi episodi

Questa volta non sono stati utilizzati i proiettili ma un liquido infiammabile per dare fuoco ad un escavatore della ditta Simar Appalti che, presso il cimitero di Santi Cosma e Damiano, sta eseguendo in appalto lavori di sistemazione dell’area. Ad un secondo mezzo di proprietà della ditta, a cui sono state appiccate le fiamme, il tentativo non è andato a buon fine. Quindi appena ventiquattro ore dopo l’esplosione di un proiettile di fucile calibro 12 contro la vetrina dell’agenzia funebre La Primula di Francesco Cifonelli a Minturno. Notte tempo, così, ignoti hanno messo a segno l’ennesimo colpo intimidatorio ai danni di una ditta che lavora sul territorio.

Un’area circoscritta, in verità, quella dell’estremo sud del Lazio, in particolare nel triangolo dei Comuni di Santi Cosma e Damiano, Castelforte e Minturno. E tutto lascia pensare – direzione verso la quale sembrano orientate anche le indagini dei carabinieri di Formia del capitano David Pirrera – che si tratti della stessa a mano. Qualcuno che ha creato una vera e propria morsa che sta attanagliando attività commerciali a prescindere dai settori che occupano. Edilizia – l’ultimo esempio della notte appena trascorsa – ma anche rifiuti, agenzie funebri, settore ricettivo. Insomma un sistema dedito al racket verso le attività del territorio.

CIFONELLI GIA’ VITTIMA MENO DI UN ANNO FA. Una teoria che è andata via-via consolidandosi nella mente degli inquirenti soprattutto negli ultimi mesi, in virtù di analoghi episodi solo apparentemente isolati tra loro. E tornando con la mente recentemnete indietro nel tempo, ripartendo dalla sparatoria alla vetrina dell’agenzia funebre a Minturno, lo stesso proprietario Francesco Cifonelli aveva già subito, l’estate scorsa, un simile atto intimidatorio, con un colpo di pistola alla vetrina di un’altra agenzia funebre a Santi Cosma e Damiano.

TRE INTIMIDAZIONI AGLI AMBROSELLI. Come non citare in questo senso il vero e proprio accanimento alla ditta che si occupa di rifiuti, nonchè gestore di una discarica, la società Ambroselli di Castelforte. Il primo episodio nel settembre del 2014, con il ritrovamento di tre cartucce fuori all’abitazione del titolare della ditta. Successivamente, passa appena un mese circa e le cartucce, due, questa volta, vengono sparate, nei confronti dei coniugi titolari, Antonio Giuliano e la moglie Maria Assunta Ambroselli. Infine, il terzo episodio, risale solo a qualche giorno, inizio marzo, con lo sparo di alcuni colpi di arma da fuoco contro l’abitazione dei titolari della Ambroselli.

ALTRI EPISODI. Ma non finisce qui. Vanno infatti menzionate le intimidazioni subito da Mario Ciorra, che ha ricevuto anch’egli l’esplosione di un colpo di arma da fuoco contro il portone del suo Hotel Nuova Suio.E ancora l’episodio che ha visto protagonista il negozio Ianniello sempre a Santi Cosma e Damiano. Insomma una lunga escalation di intimidazioni tipica di una struttura criminale dedita al racket delle estersioni.

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