Damasco 1, la prima udienza del processo di Appello

Si è aperto ieri mattina, giovedì, il processo di secondo grado per “Damasco 1”, una delle costole della più ampia inchiesta condotta negli anni scorsi dalla Dda della Capitale su una presunta associazione mafiosa costituita a Fondi. Costola in questo caso incentrata su un giro di prestiti usurai ai danni di commercianti e imprenditori della Piana.

Tre, le posizioni al vaglio della seconda sezione penale della Corte di Appello di Roma: quella del calabrese trapiantato a Fondi Vincenzo Garruzzo, in primo grado condannato a sette anni di reclusione, quella dell’immobiliarista fondano Anastasio Di Fazio, condannato a quattro anni, e quella dell’imprenditore Maurizio Macaro, anche lui di Fondi, condannato a otto mesi. I primi due considerati al vertice del gruppo che “vendeva soldi”, il terzo accusato di favoreggiamento per aver negato di aver ricevuto prestiti a strozzo.


L’udienza di ieri si è aperta con il presidente di sezione che ha letto la relazione inerente le sentenze emesse a febbraio 2011 dal Tribunale di Latina, e illustrato le motivazioni che hanno portato gli imputati a ricorrere in Appello. A seguire, la requisitoria del procuratore generale, che ha contestualmente chiesto la conferma in toto delle condanne. Spazio, infine, alla discussione riguardante una delle parti civili, l’imprenditore di origine campana Pasquale Iavarone.

Il prossimo appuntamento in aula, dedicato alla discussione delle altre parti civili, è stato fissato per il 14 aprile. A rappresentare il collegio difensivo, il pool di legali composto dagli avvocati Nino Marazzita, Giuseppe Lauretti, Paolo Colosimo e Giovanni Giaquinto.