Gaeta, Rifondazione Comunista denuncia: “Cinque famiglie rischiano di finire per strada”

La protesta di Rifondazione Comunista nel maggio 2013 a favore degli sfrattati di Palazzo Tosti

“La Giunta Mitrano prosegue senza sosta la propria politica di macelleria sociale consistente nella continua e instancabile sottrazione di diritti e risorse alle classi popolari in favore di ricchi, privilegiati e aziende che di solito nulla hanno a che vedere con il nostro territorio. L’ultima trovata lascia di stucco perché colpisce ancora una volta quel diritto abitativo, il cui mancato rispetto è tra gli elementi principali a determinare un’emigrazione continua e massiccia dalla nostra città”.

Lo afferma in una nota Rifondazione Comunista di Gaeta, circolo “Mariano Mandolesi”.


“Alla luce di provvedimenti quali la deliberazione di Giunta n. 277 del 02.12.2014, con la quale è stata effettuata la ricognizione degli immobili di proprietà comunale non strumentali all’esercizio delle funzioni istituzionali dell’Ente suscettibili di alienazione e/o valorizzazione, e della deliberazione del Consiglio comunale n 99 del 19.12.2014 di approvazione del Bilancio, è stata bandita l’asta pubblica che si terrà giovedì 7 Aprile 2016 per la vendita a lotti separati di 5 unità immobiliari del comune, site in Salita della Civita e Vico della Sorresca. L’obiettivo dell’operazione è la vendita ai privati di una parte importante del patrimonio immobiliare comunale per incassare una cifra complessiva di circa un milione e trecentomila euro solo come base d’asta. Soldi che verranno destinati probabilmente in larga parte a grandi opere e restyling inutili, assieme alle tasse sempre più soffocanti e indifferenziate o ai mutui comunali dilatati a dismisura.

La cosa più grave tuttavia è che a quanto risulta non si esiterebbe a mettere in strada 5 famiglie bisognose della nostra città, che abitano attualmente gli alloggi in vendita e hanno dovuto apprendere la “bella notizia” dalla stampa locale a cose fatte. Tra i componenti dei nuclei ci sono ragazze madri, pensionati minimi, disoccupati e addirittura invalidi gravi. Tre dei nuclei posseggono un contratto di ERP ed uno ha un contratto privato stipulato con il Comune, tutti con i relativi canoni. Da quanto riferito inoltre uno dei nuclei aveva svolto da poco a proprie spese importanti e costosi lavori di ristrutturazione per i quali il Comune stesso avrebbe dato il proprio assenso. Ora le famiglie vivono nel terrore sapendo che tra pochi giorni potrebbero non avere più un tetto sulla testa. Difficile pensare che qualcuna di esse possa usufruire dell’ipotetico diritto di prelazione sborsando le somme esorbitanti della vendita. L’episodio purtroppo non sarebbe il primo e se non verrà ostacolato non rimarrà sicuramente l’ultimo.

Tutti ricordano il recente sgombero di Palazzo Tosti, dove altre 5 famiglie di Gaeta risiedevano da tempo e sono state messe alla porta con l’impegno sottoscritto dall’allora vicesindaco Leccese e mai mantenuto di fornirgli un nuovo alloggio. Il bisogno di casa grida vendetta in una città dove non viene portato avanti un serio progetto di edilizia popolare da decenni e centinaia di richiedenti restano inutilmente nelle graduatorie infinite, mentre si sperperano milioni di euro in orpelli e abbellimenti di cui sempre meno residenti potranno godere. Il disagio abitativo crescente produce non a caso anche a Gaeta un incremento notevole delle occupazioni di immobili, spesso generate da autentica disperazione. Intanto si continua paradossalmente a consentire la costruzione di altra edilizia privata in un centro che ha già migliaia di seconde case sfitte.

Se il cinismo di questa maggioranza ci indigna non minore sgomento provoca in noi il silenzio dell’opposizione consiliare riguardo a fatti di tale gravità e la sua ormai evidente inadeguatezza nel difendere gli interessi sociali delle classi subalterne, che pure oggi subiscono un attacco senza precedenti. Rifondazione Comunista al contrario è al fianco di queste e delle altre famiglie che vivono un momento così difficile e si batterà al loro fianco affinché questo ennesimo scempio venga impedito”.