Itri amministrative 2016, la situazione politica

Itri amministrative 2016, la situazione politica

No, non vi preoccupate, cari lettori. Non andremo a scomodare l’opera teatrale del premio Nobel che ha avuto i natali a Girgenti nel giugno del 1867 per ragguagliarvi sull’indegno bailamme che sta connotando la becera carnevalata mascherata da vigilia elettorale a Itri. Non lo faremo in quanto i sei personaggi in cerca di autore del divino Pirandello, nonostante i toni forti della commedia, meritano di gravitare in un iperuranio che metafisicamente si eleva anni luce rispetto al proscenio di quart’ordine che contorna il mercato delle vacche in cui è stata trasformata quella che sarebbe dovuta essere stata una responsabile programmazione operativa e di scelta di uomini, capaci di dare una autentica svolta a Itri, dove Cristo, secondo Levi, si sarebbe fermato a debita distanza.

Cominciamo col dire che, benché viviamo in un’altra realtà comunale, conosciamo persone che, pur con la limitatezza della nostra sfera di osservazione, riteniamo meritevoli di assurgere alla guida del Comune e del paese, nella opportuna ripartizione delle competenze di cui la loro formazione culturale e manageriale le rende dotate. Eppure, con la stessa limitatezza di osservatori ‘extra moenia’ ci è parso di capire che questi novelli cirenei (perché portare la croce di amministratori capaci, seri e, soprattutto, onesti comporta un carico oneroso difficilmente gradito a chi cerca invece la strada del potere ad usum delphini) abbiano, una volta percepiti il clima e l’andazzo che regnano tra chi punta alla guida del “palazzo”, immediatamente gettato la spugna, preferendo cercare in gran fretta la via dello spogliatoio per tirarsi fuori dall’arena.

E noi, osservatori non proprio addentro alle segrete cose locali, per via della nostra collocazione in luoghi dalle coordinate geografiche diverse da quelle mamurrane, abbiamo colto forse solo l’apparente aspetto esterno della situazione itrana che ci permette, alla pari dei collezionisti delle figurine ‘Panini’, di classificare gli aspiranti concorrenti alla fascia tricolore, anche se non di “autore”, in base alle casacche del club che li vede ‘tesserati’ per questa stagione non proprio tanto sportiva (sempre secondo quello che, a prima vista, ci sembra apparire).

E, allora, partendo da una delle due rive (Destra o Sinistra, non importa chi parte per prima), cerchiamo di mettere un po’ di ordine nella griglia di partenza. C’è solo il rischio di peccare per difetto nell’elenco di quanti si sentono in grado di affrontare il vaglio dell’elettorato di una realtà comunale che conta – ci dicono – 10.600 abitanti circa. All’estrema destra, tanto per seguire il verso della scrittura della terra con la bandiera a sei punte, ci giunge notizia (risale a venerdì sera) che starebbe per scendere in campo il partito del Movimento Sociale con Alfredo Moroni, ex dirigente del corpo dei Vigili del Fuoco, legalmente investito dal presidente nazionale del partito, Maria Antonietta Ella Cannizzaro, a rappresentarlo a Itri, con neppure troppo nascosti intenti bellicosi nei confronti de La Destra, diffidata a usare abusivamente il nome del partito.

Convergendo verso l’asse centrale, a destra è intensamente vivace l’azione propositiva di Fratelli d’Italia, la cui guida è stata affidata al giovane Giovanni Ciccone. Stando ai ‘si dice’, all’interno del partito della Meloni, c’è un’anima che vorrebbe seguire Giovanni Agresti, figura storica della formazione che rivendica l’ortodossia di destra, qualora l’ex sindaco ed ex assessore provinciale dovesse assurgere a candidato alla carica di primo cittadino con l’investitura targata PD. L’altra componente interna, guarda con simpatia a una convergenza con ‘Noi con Salvini’ che, guidata dal giovanissimo e tenace Francesco Cece, ha annunciato, con l’avallo della dirigenza provinciale (Pino Iuliano, n.d.r.) la partecipazione con una lista “politica” all‘agone elettorale.

Avvicinandoci al centro troviamo l’Udc la cui vivace dialettica interna ha costretto il responsabile provinciale, Michele Forte, a scendere in campo in prima persona per coordinare la fase elettorale del partito nella definizione della lista e delle alleanze. E, dopo il ”divorzio all’itrana”, che ricalca lo stile di quello “all’italiana” tra Udc e Forza Italia, i cui pronunciamenti hanno indicato, in ordine cronologico, quali candidati a sindaco, Andrea Di Biase, Elena Palazzo e Mirko Di Biase, si registra la dirigenza “azzurra” alla ricerca di un nuovo candidato sindaco (si parla di un altro avvocato, ma sono  voci della strada prive di conferma ufficiale). Nell’area moderata è pure tanto attivo il Movimento “Itri Nostra” che, coordinato dall’avvocato Giuseppe Cece, ha indicato in Elena Palazzo, forte di una esperienza amministrativa acquisita nel corso del suo lungo e operoso impegno politico-amministrativo, il suo candidato alla guida del comune.

La situazione in casa PD, dove si parla sempre più insistentemente della candidatura di Giovanni Agresti, che dovrebbe scaturire dalle consultazioni “primarie” che lo stesso Agresti gradirebbe vedere svolte, lascia pure intendere che l’anima del popolo dell’ex Partito Socialista Italiano vedrebbe di buon occhio la designazione di Pasquale Treglia, storico esponente del Garofano, in contrapposizione ai piani di leadership di Agresti.

A sinistra del PD l’elettorato che non si riconosce nel partito di Matteo Renzi sta polarizzando i suoi sforzi al fianco di Luca Iudicone, figura simbolo di quell’area un tempo indicata, a Itri, come PRC, poi SEL, prima di divenire Sinistra Protagonista e, successivamente, Sinistra Unita. E proprio l’ex delegato ai servizi sociali ed ex assessore della giunta De Santis dovrebbe capeggiare la lista, accreditata di un apprezzabile risultato elettorale.

Non ancora ufficializzata, ma sempre evocata sui social network, la discesa in campo dell’ex sindaco Giuseppe De Santis che annuncia una squadra composta da elementi giovani e dalla trasparente limpidezza, oltre che da una numerosa e qualificata componente femminile. Nessun dubbio, a questo proposito, sulla doverosa precedenza, per la candidatura a primo cittadino, per De Santis.

Resta per ultimo il capitolo “MoVimento Cinque Stelle”, non perché la formazione si collochi a sinistra di Iudicone, ma per il fatto che l’attività dei pentastellati è caratterizzata, a Itri, da un’intensa scaletta di lavori che sta facendo guadagnare loro la simpatia degli elettori. Rispetto, poi, alle lacerazioni che si registrano tra i grillini a Fondi e a Terracina, Itri rappresenta, insieme a Formia, una realtà coesa e con le idee chiare, soprattutto nell’aver definito come propria la paternità dell’identità grillina a Itri, dove opera un altro meet up. Quello che invece non è ancora emerso è il nome del candidato sindaco, insieme alle indicazioni sugli altri componenti la lista. I grillini affermano che il compito della designazione spetta agli iscritti, consultati tramite web, ma in paese prevale l’idea che la figura di Osvaldo Agresti, per ora solo portavoce del meetup sarà il prescelto dalla base. Oltretutto, insieme a Pasquale Costa, Claudio Ruggieri, Nicola D’Anzelmo, Rolando Soscia, Enzo Mancini e altri attivi giovani e qualificati professionisti, sia donne che uomini, Agresti rappresenta la storia del M5S a Itri, anche se le solite malelingue da curva sud, la cui esistenza si alloca nella passiva e annoiata presenza quotidiana sui marciapiedi della piazza centrale del paese, fanno notare che l’eventuale candidatura Agresti dovrebbe contendere, quasi in un derby giocato in casa, i voti della numerosa famiglia della moglie, anche lei Agresti e nipote di primo grado dell’ex sindaco Giovanni Agresti, quasi sicuro aspirante sindaco in quota PD, con collaudato collegamento  con Enrico Forte, figura vincente nello scenario pontino.

Ecco perché, di fronte a questa inflazione di personaggi in cerca di… fascia di autore non ce la sentiamo di scomodare la fama di Pirandello, il quale, in quanto a personaggi in cerca di autore, ne aveva selezionati solamente sei.

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