Gaeta Medievale e la sua Cattedrale, convegno internazionale di studi

Gaeta Medievale e la sua Basilica Cattedrale al centro di un Convegno internazionale di Studi, promosso dal Dipartimento di Storia dell’Arte de La Sapienza Università di Roma e dall’Arcidiocesi di Gaeta, in collaborazione con il Comune di Gaeta e la Camera di Commercio di Latina. Tre giorni di studi e approfondimenti presso la Basilica Cattedrale dei SS. Erasmo e Marciano e Santa Maria Assunta, a cura di esperti storici dell’arte, e professori di prestigiose università italiane e straniere.

Il via ai lavori venerdì 11 marzo alla presenza dell’arcivescovo Fabio Bernardo D’Onorio, di Marina Righetti, direttore Dipartimento di Storia dell’Arte, Sapienza Università di Roma, del consigliere regionale Rosa Giancola, del prefetto di Latina  Pierluigi  Faloni, e di rappresentanti delle autorità locali.


L’iniziativa è nata dall’esigenza di rivedere sotto nuova luce i monumenti e le opere d’arte più significativi della storia artistica di Gaeta a seguito dei restauri che, promossi negli ultimi anni da mons. Fabio Bernardo D’Onorio, hanno interessato la Cattedrale, le chiese di San Giovanni “a mare”, di Santa Lucia e del Salvatore, nonché la sede arcivescovile e il Palazzo de Vio con il nuovo allestimento del Museo Diocesano. A seguito di tali lavori, moltissime sono le novità emerse, che necessitano di essere studiate approfonditamente da specialisti per venir messe poi a disposizione della comunità scientifica, del grande pubblico e della cittadinanza in un auspicabile processo di valorizzazione del patrimonio di Gaeta e di fruizione dello stesso su larga scala.

Concentrarsi sulla storia medievale di Gaeta, come hanno sottolineato gli esperti nella prima giornata del Convegno, significa comprendere il giusto ruolo che la città ha ricoperto in quei secoli, quando, forte della sua autonomia, si impone da protagonista nelle dinamiche politiche e culturali del Mediterraneo. Quale “città di frontiera” tra il Meridione normanno-svevo-angioino e i territori della Chiesa romana, Gaeta si delinea quale anello di congiunzione tra i due grandi poli, dando vita a una produzione artistica di respiro multiculturale.

L’interesse specifico rivolto alla Cattedrale nasce non solo dalla eccezionale conformazione a ben sette navate assunta nel Medioevo ma anche dalla ricchezza del suo originario arredo liturgico, di cui facevano parte la colonna per il cero pasquale, unica nel suo genere, il gruppo dell’uomo con il serpente, oggi utilizzato come leggio, e i rilievi con le storie di Giona, murate all’interno del campanile. Della chiesa medievale rimane testimonianza nella cosiddetta “settima navata”, dove sono confluiti in uno straordinario lapidario le memorie scultoree dell’edificio, molte delle quali ancora inedite. A ciò si aggiunga il vicino campanile, tra i più belli dell’Europa medievale sia da un punto di vista strutturale che decorativo, il cui ingresso alla chiesa è stato istituito quale Porta Santa per l’anno giubilare. Parallelamente si pone la dovuta attenzione all’aspetto assunto dalla Cattedrale nei secoli successivi al Medioevo, anche attraverso le opere d’arte custodite nel rinnovato Museo diocesano, tra cui il celebre Stendardo di Lepanto o la Stauroteca donata dal cardinale Tommaso de Vio.

Oltre alla Cattedrale, saranno oggetto di studio da parte del simposio internazionale le chiese di San Giovanni “a mare” e di Santa Lucia, i cui recenti restauri hanno contribuito all’acquisizione di nuovi dati per la loro comprensione. In particolare quest’ultima, insieme alla chiesa del Salvatore, si configura come un edificio del tutto inedito e pur tuttavia di grande interesse per la restituzione del contesto artistico di pertinenza.

Per meglio contestualizzare i monumenti e le opere d’arte, il Convegno vuole richiamare l’attenzione anche sulle vicende storiche della città, sulla sua cinta muraria, sullo sviluppo urbanistico e sulla presenza degli insediamenti religiosi.

A tale scopo il Congresso ha, dunque, riunito studiosi ed esperti italiani ed internazionali, con il coinvolgimento di importanti università, tra cui, oltre a La Sapienza, quelle di Baltimora (USA), di Rennes (Francia), di Mendrisio (Svizzera), di Roma Tre, di Siena, di Napoli, di Salerno, e di prestigiose istituzioni, quali il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, la Bibliotheca Hertziana- Max Plank Institut, il Boston College e la Soprintendenza per il Polo Museale del Lazio.