“Banda della Panda nera”, coinvolto un carabiniere di Sonnino condannato dalla Corte dei Conti

Ottenuta alla fine sul fronte penale una condanna mite, con una sentenza della Corte dei Conti che gli impone di risarcire solo mille euro, un carabiniere di Sonnino, rimasto coinvolto nella Bassa Bergamasca in quella che era passata alle cronache come la “Banda della Panda nera”, sembra aver chiuso i conti con la giustizia.

Viviano Monacelli, 38 anni, originario del paese pontino e da lungo tempo in servizio in Lombardia, è stato condannato dai giudici contabili lombardi a risarcire i mille euro all’Arma dei carabinieri, per il danno d’immagine procurato alla stessa.


Secondo gli inquirenti di Bergamo, un gruppo di appartenenti alle forze dell’ordine, carabinieri in particolare, organizzavano spedizioni punitive contro gli extracomunitari, compiendo una serie di reati e spacciando poi quelle azioni come brillanti operazioni di contrasto alla criminalità straniera. Un caso che, tra un processo e l’altro, si è andato però sgonfiando.

Tra gli imputati il carabiniere Monacelli, originario di Sonnino, che alla fine ha ottenuto una sentenza di condanna definitiva a sei mesi di reclusione.

Il militare è stato ritenuto responsabile di aver fatto evadere dai domiciliari un uomo e di averlo accompagnato a un appuntamento per contrattare un acquisto di cocaina, di aver preso parte all’acquisto di una targa d’auto rubata e di aver picchiato un arrestato, dopo averlo portato in caserma. Fatti di circa tredici anni fa, quando il 38enne prestava servizio nelle stazioni di Martinengo e poi di Calcio, in provincia di Bergamo.

Per quelle vicende gli inquirenti contabili lo hanno mandato successivamente a giudizio, chiedendogli prima un risarcimento di quattromila euro e poi di duemila. I giudici ora si sono pronunciati e hanno ritenuto sufficiente, come proposto a titolo di transazione dallo stesso militare, una condanna a risarcire all’Arma mille euro.