Ponza, arriva in ospedale dopo 18 ore. Il medico: “Non c’era pericolo di vita”

Sarebbe stata dimessa già domenica sera ma la terapia cui è stata sottoposta ha suggerito il ricovero (e oggi, dopo tre giorni, è ancora ricoverata a Formia ndr). Lo ha detto in una conversazione sulla pagina facebook “Tutto su Ponza e Ventotene” il dottor Antonio Di Carlo, medico al Punto di Primo Soccorso in località “Tre Venti” a Ponza, riferendosi alle condizioni della donna di Le Forna colta sabato da ischemia cerebrale e poi arrivata all’ospedale Dono Svizzero di Formia diciotto ore dopo, anche a causa dell’impossibilità, considerato il maltempo, di far volare l’elicottero

A finire sotto accusa erano stati proprio i tempi di trasporto da Ponza a Formia che però per il dottor Di Carlo non sono mai stati in discussione: a suo parere la donna non è stata in “imminente pericolo di vita” seppure ammette che il vento sull’isola soffiava forte: “Il SAR (il soccorso aereo ndr) lo allerta la prefettura e non il medico dell’ambulatorio – spiega Di Carlo nel post – . E’ indispensabile una dichiarazione firmata di questi che attesti l’imminente pericolo di vita. Per Una paziente con gcs 15. , pa 150/80, saturazione 98%, fc 80b/m che non ha nessun segno o sintomo neurologico, che parla, cammina, va in bagno da sola, l’imminente pericolo di vita per me non c’è. Quando poi il vento è diminuito il 118 era pronto ad inviare l’elicottero ma per motivi logistici i parenti mi hanno chiesto consiglio ed io mi sono espresso. Firmato Dott. Antonio Di Carlo”.


Di Carlo 1Così ha commentato, invece, un nipote: “Ci è stato risposto che l’elicottero non poteva venire, devo dire che la piena disponibilità dei medici che erano al pronto soccorso è stata eccellente, hanno fatto sì che si ristabilissero tutti i parametri e per tutta la notte fino a stamattina, hanno monitorato la situazione facendo sì di poter permettere a mia nonna di poter viaggiare in nave. Purtroppo al poliambulatorio come del resto noi non eravamo a conoscenza dei repentini cambiamenti della Laziomar“.

A “sintetizzarci” il tutto in una mail, inviata anche ad altri destinatari (!!), era stato il sindaco Piero Lombardo Vigorelli che così ci ha informato dell’accadimento dei fatti.

Piero Vigorelli
Piero Vigorelli

Urgono allora delle ulteriori considerazioni sulla vicenda, la prima delle quali è che davanti a una paziente di 86 anni le valutazioni che un medico può fare sono evidentemente inintellegibili. Nei casi di ischemia, poi, la parola d’ordine è tempestività tanto che viene definita “Golden Hour” l’ora che va dall’inizio dell’ischemia e dei primi sintomi al ricovero presso un ospedale con stroke unit. Tempi che su un’isola sono evidentemente dilatati e compensati solo dall’intervento dell’elisoccorso che ha un costo pagato dalla Regione. E le variabili su cui prendere una decisione, che come ricordato dal dottor Di Carlo non è del medico, sono infinite: da quella drammatica sull’età del paziente a quella più tragicamente moderna dei costi della spesa medica regionale, da anni sotto commissariamento. Con la Asl di Latina, inoltre, con un dirigente generale facente funzioni dopo le dimissioni di Michele Caporossi, giusta deliberazione n. 61 del 29 gennaio 2016, e la rinuncia del direttore sanitario aziendale, Alfredo Cordoni, a svolgere le funzioni di direttore generale nelle more della sostituzione da parte del Presidente della Regione Lazio del Direttore Generale.

Non volendo e potendo entrare in una valutazione medica del caso, non riusciamo però proprio a capire la reazione del Primo Cittadino. Alla fine dei conti il tempo che l’anziana ha impiegato per arrivare in una struttura adeguata alle sue esigenze dove poi è rimasta ricoverata, come conferma il dottor Di Carlo (per la seconda notte dopo quella al Poliambulatorio isolano), è stato effettivamente di diciotto ore. E tra l’altro, come scrive il nipote, ha contribuito al ritardo una cattiva informazione su un cambio orari da parte della Laziomar (!!).

Ma non giriamo troppo intorno alla realtà che dovrebbe essere già chiara: Ponza non ha un ospedale e probabilmente mai lo avrà in quanto i presidi sanitari ai tempi d’oggi devono “fare numeri” per restare in vita. Ed è altrettanto evidente che gli isolani, pur partecipando alla spesa sanitaria nazionale, mai hanno avuto e mai riusciranno ad avere gli stessi servizi di chi sta sulla terraferma. Vivere su un’isola è una scelta che espone a dei rischi, anche quello di essere cittadini di serie b dal punto di vista sanitario. Nonostante l’articolo 32 della Costituzione Italiana reciti: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Evidentemente a prescindere dai dissestati conti economici della Regione di turno o almeno così dovrebbe essere.

Ricordare tutto questo, lieti anche noi che la nonnina non abbia avuto alla sua età ulteriori complicazioni, non ci sembra né “infame”, né “ignobile”, né “suicida” come afferma il Sindaco ma anzi ci auguriamo, e ci sembra, favorisce positivamente il dibattito tra gli isolani su un proprio diritto sancito costituzionalmente, da conquistare tutti i giorni, a Ponza ancora da raggiungere: quello alla salute. Confermando poi che sinceramente mai abbiamo avuto dubbi sulla professionalità dei sanitari che operano sull’isola al Punto di Primo Soccorso (d’altronde nessuno ne avevamo sollevato al proposito), evidentemente, però, nemmeno noi eravamo a conoscenza che a Ponza, come afferma il suo Primo Cittadino, “basta una telefonata al Poliambulatorio”. E questo, sembrerebbe, al di là del diritto alla tutela della privacy di chi vi accede.

“Sei il classico giornalista che si crede onnipotente. E’ la malattia infantile del giornalismo. Cambia mestiere. Nel giornalismo ci vogliono persone oneste e tu non lo sei”, incalza e chiude infine il Sindaco la sua mail. Parole e consigli che sono medaglie e di cui è impossibile non fare tesoro considerata la ultraquarantennale esperienza giornalistica del primo cittadino (19 anni nella carta stampata e 24 in televisione di cui 8 in Rai, 13 in Mediaset e 3 in Telecom – fonte wikipedia -)La certezza, vista la scarsa considerazione espressa, che se ancora praticasse quotidianamente, probabilmente non sarei mai stato un suo collaboratore o inviato. Magari nel suo programma più fortunato, quello che va in onda in Rai dal 1991 e oggi noto come “La vita in diretta”, dove questa storia ponzese, insieme ad altre di sanità, al nuovo porto a Le Forna, alle splendide spiagge chiuse (!!), alle antenne telefoniche che fino a un certo punto sorgevano ovunque, al cimitero storico con zone pericolanti e interdette, all’acqua che viene privatizzata, ai trasporti Laziomar non adeguati all’utenza e con innumerevoli carenze di vario genere, alle vicende intorno alla nuova e alla vecchia centrale elettrica di Giancos, all’appalto per la gestione del ciclo dei rifiuti che è passato da una società all’altra dopo un ricorso al Tar, solo per ricordare qualche esempio alla rinfusa, probabilmente in un’altra epoca avrebbero trovato spazio.

“Mai in politica”, affermava Indro Montanelli quando gli veniva chiesto perché non vi fosse mai entrato. “Il compito del giornalista è quello del narratore e non quello dell’attore”, rivendicava il toscano. Leggo invece dalla pagina wikipedia del Sindaco: “Vicino alle posizioni politiche di Silvio Berlusconi, nell’aprile 2012 si è candidato sindaco per le elezioni amministrative del comune di Ponza, dove risulta eletto con il 36.80% delle preferenze”.

Ecco Sindaco, io ho sempre condiviso l’idea secondo cui “il giornalista deve tenere il potere a una distanza di sicurezza” mentre qui, in realtà, a cambiare davvero mestiere ci ha già pensato lei. E per stare “vicino” a Berlusconi. Un esempio, alla luce delle inchieste che lo hanno riguardato, che proprio non riesco a capire.