Latina, il Commissario Prefettizio stoppa i piani particolareggiati

Fallito il tentativo di far trovare un rimedio in grado di sanare la piaga dell’urbanistica a un ex prefetto, nominando Salvatore La Rosa assessore al ramo, e alla fine crollata la giunta di Giovanni Di Giorgi proprio, o comunque soprattutto, a margine degli scontri in maggioranza sul “mattone”, le tanto contestate varianti ai piani particolareggiati di Latina sono state ora sospese dal commissario prefettizio Giacomo Barbato, che sta traghettando l’ente di piazza del Popolo verso le nuove elezioni. Stop dunque ai piani per R1, R3, R6, Latina Scalo, Borgo Podgora e Borgo Piave, per i quali si profila l’annullamento, provvedimento che potrebbe scattare trascorsi 90 giorni da quello con cui ora sono stati sospesi.

Il commissario prefettizio Giacomo Barbato
Il commissario prefettizio Giacomo Barbato

Anche per il commissario Barbato, dunque, come secondo il sostituto procuratore Gregorio Capasso, che per la variante Piave ha sequestrato la palazzina di Vincenzo Malvaso e chiesto sei rinvii a giudizio, e come per il sostituto procuratore Giuseppe Miliano, che sta indagando sugli altri piani, ipotizzando anche il reato di corruzione, quegli strumenti urbanistici, essendo varianti essenziali al Prg, dovevano passare per il Consiglio comunale e averli approvati direttamente in giunta è stato un abuso.


Latina comune invernoI PIANI – La variante R1 “Quartiere Frezzotti” è stata varata dalla giunta comunale il 30 ottobre 2013. Per il commissario Barbato, le maggiori criticità emerse hanno riguardato la riserva di volumetrie di proprietà comunale, la modifica dei criteri di calcolo della volumetria realizzata e realizzabile, l’incremento degli abitanti virtuali ancora insediabili e il contrasto tra quella modifica e la variante di progetto di opere pubbliche denominato “Realizzazione canale ponte sulle Acque Medie”. L’approvazione in giunta avrebbe inoltre portato ad omettere l’acquisizione di pareri obbligatori e approvazioni previsti dalle norme, ovvero il parere geologico vegetazionale, quello dell’igiene pubblica dell’Asl, quello paesaggistico, dell’autorità idraulica e la verifica di assoggettabilità alla valutazione ambientale strategica.

Secondo Barbato vi è stato così, “senza alcun dubbio, la lesione di un interesse pubblico”, quello “afferente lo sviluppo armonico ed equilibrato del territorio”. Considerazioni analoghe sono state poi fatte sospendendo la variante R3 “Quartiere Prampolini”, la variante R6 “Quartiere Isonzo”, il piano di recupero di Latina Scalo, la variante Podgora e quella Piave. Tutti provvedimenti presi dal commissario Barbato dopo un lungo confronto anche con la Regione.

IL RUOLO DELLA REGIONE – Resta però da capire perché la stessa Regione, nonostante i funzionari interrogati lo scorso anno nell’inchiesta sulla palazzina del consigliere comunale Malvaso avessero sostenuto che quello come gli altri piani approvati in giunta erano da cestinare, non abbia esercitato i poteri sostitutivi.

IL PROBLEMA URBANISTICA – Per il prossimo Sindaco l’urbanistica sembra così destinata a restare il principale problema. C’è da giurare infatti che quanti hanno acquistato terreni nelle aree inserite nei piani per cui si profila l’annullamento, avendo investito somme ingenti per poi costruire in quelle zone, daranno battaglia, chiedendo al Comune maxi risarcimenti. E se a questo sia aggiunge il caos legato agli espropri, per cui l’ente di piazza del Popolo ha pagato e continua a pagare milioni di euro di indennizzi, il rosso profondo appare destinato a diventare una costante per il Comune, con tutto quello che ne potrà conseguire in termini di aumenti dei tributi e tagli di servizi. futuro nero per il capoluogo pontino. Ma abbastanza oscuro anche per chi, se verranno confermate le ipotesi di illeciti attorno ai piani e sprechi di denaro pubblico per risarcimenti e non solo, rischia di veder aggredire il proprio patrimonio dalla Corte dei Conti.