I clan rom di Latina perdono in Cassazione

La Corte di Cassazione

Confisca definitiva dei beni di Giulia De Rosa. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla donna e dal marito Alessandro De Rosa. Il Tribunale di Latina ha fatto passare il patrimonio allo Stato ritenendo il “tesoro” sproporzionato al reddito dichiarato dalla 42enne, dagli “stabili rapporti con ambienti criminali”, e frutto di attività illecite, essendo stato anche in larga parte accumulato tra il 2008 e il 2013, periodo in cui De Rosa è stata più volte coinvolta in vicende di spaccio di droga e furti. Confiscati anche quattro Rolex, un buono fruttifero da 50mila euro e due polizze vita intestate ad Alessandro De Rosa, oltre le quote del “Bar Caffè Teresa srl”. Una confisca confermata prima dalla Corte d’Appello di Roma e ora dalla Cassazione.

Sempre la Cassazione ha poi dichiarato inammissibile il ricorso con cui Giacinta Spada, moglie di Antonio Ciarelli, capostipite dell’omonima famiglia, aveva chiesto la revoca della confisca del villino in cui vive con il marito a Latina, in via Andromeda, sostenendo che aveva acquisito un diritto di usucapione.