Villaggio dell’accoglienza a Formia, un mese in più di apertura

Il villaggio al Molo Vespucci
Il villaggio al Molo Vespucci

Il comitato locale Sud Pontino della Croce Rossa Italiana, ringrazia quanti hanno voluto partecipare all’apertura straordinaria del villaggio dell’accoglienza e della solidarietà di Molo Vespucci. Lunedì 22 febbraio i cittadini del golfo di Gaeta e le telecamere accolti nel villaggio per senza fissa dimora di Molo Vespucci hanno potuto constatare con i propri occhi l’operatività e la trasparenza della gestione del comitato locale sud pontino della Croce Rossa Italiana. Mischiato tra i visitatori anche il sindaco di Formia Sandro Bartolomeo che, dopo aver visionato la struttura e preso atto del lavoro portato avanti nei primi due mesi, ha annunciato la proroga dell’apertura.

Durante la visita ognuno ha potuto prendere atto dei numerosi letti occupati ed ascoltare direttamente dai volontari di C.R.I. e dalle infermiere ausiliarie delle forze armate le vicissitudini affrontate quotidianamente e risolte grazie all’esperienza accumulata in anni di operatività sul campo e corsi professionali all’attivo. Soprattutto gli intervenuti si sono resi conto della complessità delle fasi dell’accoglienza.


Emilio Donaggio
Emilio Donaggio

“Essere ospiti del villaggio – ha detto Emilio Donaggio – non vuol dire semplicemente mettere a disposizione un giaciglio per dormire. I volontari C.R.I. cercano di dare ascolto agli ospiti partendo dalle necessità più elementari. Una volta ripristinate le condizioni minime fisiche e sanitarie si passa ad instaurare un tipo di colloquio diverso per tentare di reinserire le persone nella vita reale di tutti i giorni. In questi annio sono stati risolti molti casi. Ultimo quello di una persona con una vita normale che aveva chiesto asilo perchè rimasta senza abitazione. Dopo alcuni giorni si è riusciti a trovarle una soluzione alternativa”.

È seguito un momento di riflessione comune sulla trasparenza burocratica in cui il commissario Emilio Donaggio ha mostrato il libro delle presenze ed ha spiegato che il bilancio del comitato è certificato da professionisti esterni all’organizzazione.

“Al villaggio – ha aggiunto – si presentano mediamente tra giornalmente tra i 13 ed i 14 ospiti. Si presentano alla spicciolata, cominciando dal tardo pomeriggio. La maggior parte sono di nazionalità italiana, ma non manca qualche cittadino comunitario e qualche magrebino. Ovviamente, per questioni di sicurezza, le persone violente o che non rispettano le poche regole imposte, non sono accette”.

Successivamente ha preso la parola il sindaco di Formia Sandro Bartolomeo, accompagnato dal capo segreteria Luigi De Santis e dalla delegata alla legalità Patrizia Menanno.

Sandro Bartolomeo
Sandro Bartolomeo

Nei giorni scorsi – ha spiegato – è nata una polemica da parte di un gruppo di cittadini denominato “Difendi Formia”. Vorrei dire a queste persone che Formia non ha bisogno di essere difesa perchè a difenderla è la sua civiltà. Mi sembra evidente, che gli ospiti sono numerosi, e dunque  non ha fondamento quanto sostenuto da queste persone”.

Il Sindaco ha poi ringraziato ad uno ad uno i volontari per i sacrifici che stanno affrontando.

“Questo è un momento molto facile per attaccare le situazioni di marginalità, come ad esempio migranti e clochard. Ci sono purtroppo alcune ideologie che li considerano dei “reietti”. Vorrei dire a queste persone che per fortuna in Italia, nel Lazio, a Formia la maggioranza la pensa diversamente da loro. Fa specie pensare che i destini si misurino “a presenza” come in uno stadio o ad un concerto. Questa iniziativa trasparente è la migliore risposta.

Vorrei invece affrontare un altro tema: quello di prorogare o meno la struttura. È vero che quest’anno sta facendo più caldo, ma è vero anche che il taglio che abbiamo dato quest’anno non è solo quello di proteggere la gente dal freddo, ma quello di tentare un’operazione di reinserimento e sostegno. Dovremmo chiederci inoltre perchè non portare avanti una struttura di questo genere per tutto l’anno, perchè di gente che dice “aiutatemi altrimenti affondo” ce n’è in tutti i periodi. Qualcuno davanti al caso della clochard bulgara risolto dalla Croce Rossa ripeteva: “fai sterilizzare i sedili”. Allora vuol dire che le tragedie non hanno insegnato niente. Cercheremo di prorogare l’apertura per almeno un altro mese e dopo, se non è possibile proseguire, trovare altre forme. Del resto se si è resa necessaria questa iniziativa è perchè la Caritas, che pure stiamo aiutando, è piena oltre ogni limite. La situazione è drammatica e non riguarda più solo i clochard. Fotografare un clochard alla stazione di Formia, dove passano in transito tra 1,5 e 2 milioni di passeggeri l’anno, è un modo piuttosto semplice per liquidare il problema. A Roma quando arriva il freddo aprono le stazioni della metropolitana, qui abbiamo cercato di fare qualcosa in più. Il centro è localizzato a Formia perchè è baricentrico, ma è aperto a tutti”.